Cronaca

Studenti uniti contro la mafia: in provincia di Cremona, ai tempi del Coronavirus, la staffetta è virtuale

Nella XXV giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie il ricordo è andato a Paolo Bongiorno, sindacalista morto per mano della mafia il 27 settembre 1960, e Mario Fardelli, carabiniere, che perì il 30 giugno del 1963. FOTOGALLERY

Non si sono arresi al Coronavirus. Certo, non hanno potuto partecipare come avrebbero voluto, ossia come erano abituati a fare riproponendo le mostre a pannelli che in questi mesi hanno realizzato nelle loro scuole. Ma hanno comunque deciso di prendere parte all’iniziativa. A distanza, da casa, con un messaggio chiaro. Sabato è stata la XXV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: pensata a Palermo e poi estesa a tutta Italia, questa giornata coinvolge vari istituti scolastici ed è organizzata, anche a Cremona, dal Coordinamento Provinciale di Libera contro le Mafie.

I ragazzi del Romani di Casalmaggiore, quelli del Manin, del Ghisleri, della media Virgilio, del Torriani di Cremona, hanno così voluto ricordare con cartelli ad hoc alcuni degli uomini di Stato uccisi dalla mafia, tutti nella XXV giornata organizzata sabato: si tratta di Paolo Bongiorno, sindacalista morto per mano della mafia il 27 settembre 1960, e Mario Fardelli, carabiniere, che perì il 30 giugno del 1963. Ogni dedica accompagnata da un fiore, vero oppure disegnato sul cartello. E poi c’è anche, tra gli altri, l’opera di Alice Mattarozzi, della sezione artistica dell’Istituto Stradivari, con la mano che tiene una mela – simbolo di tentazione – e assieme una banconota, simbolo dell’aiuto – apparentemente sincero ma che in realtà è sempre pronto ad approfittarsi delle situazioni – dato dalla mafia.

“Non potendo essere uniti fisicamente – ha scritto il Coordinamento provinciale di Libera Cremona – nella lettura dei nomi della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, anche Cremona contribuisce alla staffetta virtuale della lettura di tutti i nomi”. Una staffetta fatta di immagini, in attesa di ritrovarsi presto un po’ più vicini. Ma il mondo virtuale, contro il Coronavirus, può aiutare a sentirsi un po’ più normali pure così, mediante un collage di foto, per tenere vivo l’impegno civile.

G.G.

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