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Appello dell'ASST: 'Uscire per
fare sport è pericoloso per i
contagi: fatelo dentro casa'

Elisha Nochomovitz, maratoneta di Tolosa, ad esempio ha corso 42 km facendo avanti indietro sul balcone di casa. Pan Shancu, corridore amatoriale (in quarantena) della città cinese di Hangzhou, invece ha corso più di una maratona intera all’interno del suo piccolo appartamento.

“In questo momento non si discute. Le regole vanno rispettate anche quando non si capiscono. Se tutti decidessero di colpo di uscire da soli a correre, o a fare due passi, le strade si riempierebbero di gente. Perché lui sì e io no? L’effetto emulazione nel vedere qualcuno fuori a correre o passeggiare sarebbe deleterio”. Sono queste le parole di Giancarlo Bosio, Direttore della Pneumologia dell’ASST di Cremona, da un mese impegnato insieme ai colleghi nella lotta al coronavirus. “Uscire a correre o a passeggiare – aggiunge – significa trovare un alibi per eludere il divieto. Di per sé fare sport non è controindicato, il problema è il contagio. Per questo il senso di responsabilità verso se stessi e gli altri deve prevalere su tutto il resto”.

“Sono abituato a fare sport all’aria aperta e faccio fatica a farlo in casa”, ammette Francesco Berti Responsabile della Medicina della Sport dell’ASST di Cremona, che però aggiunge: “Stiamo combattendo contro un virus che ci sta contagiando tutti. Questa è e deve essere la nostra priorità. In questi giorni non faccio sport, nemmeno in casa perché voglio che il mio corpo utilizzi tutte le energie per combattere una possibile infezione”. “In un certo senso – spiega Berti – mi comporto come se fossi ammalato. Mangio carboidrati, ho accettato di andare in anabolismo, quindi di ingrassare un paio di chili. Ripeto, il primo desiderio è che il mio organismo usi tutte le energie non per fare sport, ma per combattere una infezione. Inoltre le regole vanno rispettate, è un problema di emergenza sanitaria, si tratta di una cosa molto seria”.

Il concetto veicolato anche da Asst Cremona è chiaro: “Rispettiamo le regole e non diamo credito a chi cerca di fare facili proseliti rivendicando un presunto diritto individuale a scapito della collettività. I numeri parlano chiaro: le persone con coronavirus in Italia sono 42.681”. Per chi proprio non resiste, “correre si può, ma solo dentro le mura domestiche”. Elisha Nochomovitz, maratoneta di Tolosa, ad esempio ha corso 42 km facendo avanti indietro sul balcone di casa. Pan Shancu, corridore amatoriale (in quarantena) della città cinese di Hangzhou, invece ha corso più di una maratona intera all’interno del suo piccolo appartamento: 66 chilometri in 6 ore e 41 minuti, intorno al letto e avanti e indietro per il corridoio.

redazione@oglioponews.it

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