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Anna De Pellegrino, lettera a Fontana: "Alla fine ci restituisca quel che è stato tolto all'Oglio Po"

CASALMAGGIORE – Ci sarà da discutere a fine emergenza. E ci sarà da farlo più forte. Che l’Oglio Po sia fondamentale nel nostro territorio era già chiaro prima dell’emergenza Covid19. L’emergenza è servita – forse – solo a rendere più consapevoli i cittadini che un ospedale integro, funzionante, sviluppato, con risorse e mezzi è un bene di primaria importanza per tutti. E che nessuno, a qualunque livello politico, è autorizzato e sarà più autorizzato a portarne via anche un solo pezzo.

Ci sarà da lottare. Ma oggi c’è maggior consapevolezza. Anna De Pellegrino, casalasca d’adozione con origini nel sud Italia, questa consapevolezza anche per motivi personali ce l’ha sempre avuta. E questa mattina ha scritto al governatore Fontana una lettera appassionata. E’ una persona della stessa parte politica del governatore a chiedere che alla fine di tutto all’Oglio Po venga restituito quello che è stato tolto.

“Carissimo signor Fontana, chi le scrive è una persona del sud che vive in provincia di Cremona, esattamente a Casalmaggiore. Ho avuto il piacere di conoscerla, anche se solo mediaticamente, in questi giorni molto particolari, oserei dire quasi surreali e le dico che, provo ammirazione per un un uomo, che di fronte a tale emergenza, si sta battendo con tutte le sue forze, nonostante, questo è un mio personale pensiero, da parte del governo non ha tutto l’appoggio di cui necessita, provo tanta stima per lei in questo momento.

Come lei ben sa, i nostri ospedali, Cremona e Oglio Po, sono stati tra i primi a dover affrontare questa grave emergenza, ogni operatore, dal medico, all’infermiere, all’oss, è stato chiamato ad affrontare turni stremanti, alcuni di loro rimettendoci la loro salute, ma senza mai rinunciare a lottare e andare avanti.

Io e la mia famiglia abbiamo avuto modo di conoscere tanti di loro, del nosocomio di Casalmaggiore, a causa di una situazione delicata che mio marito si è trovato a dover affrontare per 5 lunghi mesi. Bene, signor Fontana, le posso assicurare che l’impegno e la tenacia che ci stanno mettendo in questo brutto momento, quelle persone, c’è lo hanno sempre messo.

Per 5 terribili mesi, hanno lottato con tutte le loro forze per far si che mio marito tornasse a casa sulle sue gambe, sono stati operatori sanitari, sono stati confidenti per i nostri timori, sono stati consolatori, hanno lottato e pregato con noi, anche nei momenti in cui si è temuto il peggio. Loro sono stati i nostri eroi allora e ancora di più oggi nel combattere quel mostro invisibile che ci sta portando via conoscenti, amici e parenti.

Signor Fontana per tutto questo, quando tutto sarà finito, perché sono certa che finirà, le chiedo, facendo appello alla sua determinazione, di far sì che ai nostri ospedali venga restituito ciò che è stato tolto. Credo che lo dobbiamo a tutti coloro che stanno e hanno sempre dato il meglio che potevano dentro quegli ospedali. La ringrazio e mi scuso, se le ho portato via del tempo a lei prezioso. Le auguro di cuore un buon lavoro”.

N.C.

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