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Parma, 70€ a mascherina:
la Guardia di Finanza fa
saltare il "banco illegale"

La refurtiva consiste in centinaia di pezzi tra mascherine, disinfettanti e guanti in lattice provenienti dai magazzini dell’ospedale Maggiore di Parma e destinati al mercato nero.

Se qualcuno avesse letto questa notizia lo scorso autunno avrebbe pensato ad un mondo capovolto. C’era chi rubava oro, banconote o pietre preziose, ora la refurtiva è merce dal valore intrinseco assai modesto il cui prezzo è schizzato alle stelle a causa della congiuntura attuale.

La refurtiva consiste in centinaia di pezzi tra mascherine, disinfettanti e guanti in lattice provenienti dai magazzini dell’ospedale Maggiore di Parma e destinati al mercato nero. Detta così sembra paradossale, ma in effetti la mercanzia veniva rivenduta con ricarichi monstre in un bancone all’ingresso di una sala slot!

La Guardia di Finanza, coordinata dal pm Emanuela Dodda, ha indagato e scoperto il meccanismo illegale che portava a rivendere la singola mascherina all’esorbitante cifra di 70 Euro. Il lavoro delle Fiamme Gialle ha portato dapprima ad un quarantenne dipendente della stessa azienda ospedaliera e residente a Parma aveva il compito di prelevare la merce e portarla nel luogo della rivendita abusiva e successivamente un uomo di 58 anni la cui residenza di Torrile (PR) fungeva da magazzino della refurtiva. Entrambi sono denunciati per peculato.

Alessandro Soragna

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