Un commento

Una riflessione: aumentano i contagi
(dell'8%) ma sono saliti (del 20%) i tamponi
I prossimi dati saranno più attendibili?

Occorre partire da un concetto: il virus lo trovi se lo vai a cercare, dunque se somministri un tampone. E questo al netto dei tanti asintomatici che, secondo la Protezione Civile, potrebbero decuplicare il numero di positivi (Borrelli ha parlato di 10 asintomatici ogni sintomatico).

Occorre partire da due premesse. I numeri non mentono (quasi) mai. E il virus lo trovi se lo vai a cercare. Ciò detto, è innegabile che la giornata di giovedì non sia stata positiva, perché ha segnato un incremento dei dati netto rispetto agli ultimi quattro giorni in cui l’aumento del contagio sembrava diminuire o, quantomeno, stabilizzarsi. Oggi invece 2543 casi in più riportano le sensazioni a tendere verso la negatività (ieri c’era stato un +1643).

Sin qui non ci piove, ma proprio da qui possiamo partire per una considerazione più approfondita: i casi sono aumentati, ma si è assistito anche all’aumento di tamponi. Anzi, diremmo di più: l’aumento dei casi è stato “ridotto” rispetto all’aumento del numero di tamponi somministrati. L’incremento rispetto a mercoledì è stato del 8.3% di casi positivi. Tuttavia Regione Lombardia ha reso noto che nei giorni scorsi sono stati molti di più i tamponi effettuati. E, come si diceva all’inizio, il virus lo trovi se lo vai a cercare, dunque se somministri un tampone. Questo concetto, chiaramente e per semplificare, vale al netto dei tanti asintomatici che, secondo la Protezione Civile, potrebbero decuplicare il numero di positivi (Borrelli ha parlato di 10 asintomatici per ciascun positivo).

Per dare al ragionamento un senso compiuto servono ora i dati: i tamponi effettuati in Lombardia sono stati 73.242 il 23 marzo, 76.695 il 24 marzo (incremento di 3.453), 81.666 il 25 marzo (+4.971) e 87.713 il 26 marzo (+6.047). Dal 23 al 26 marzo, in appena quattro giorni, sono 14mila tamponi in più, il 20% circa in più Questi dati, forniti dalla Regione, non diminuiscono certamente la situazione di emergenza, ma consentono una chiave di lettura un po’ diversa e un po’ meno pessimistica. Non sarebbe però giusto lavorare di percentuale e fare un raffronto: sarebbe comodo spiegare che l’aumento dei positivi è stato, come detto, dell’8.3%, mentre i tamponi sono cresciuti, stando ai dati prima riportati, del 19%. In realtà i risultati dei tamponi somministrati il 26 marzo saranno resi noti soltanto tra 4-5 giorni, seguendo la media degli ultimi giorni.

Resta però il concetto cardine: l’incremento c’è stato, e non fa piacere, ma con più tamponi a disposizione sarebbe stato difficile credere il contrario. Del resto, aumentando il numero dei tamponi in modo così sensibile, qualsiasi modello statistico va a ramengo, come bene ha spiegato anche Davide Persico, sindaco di San Daniele Po, molto attento alla questione e alla “curva del contagio” da diversi giorni.

G.G.

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Commenti
  • Roberto Rossi

    L’unico dato importante è il numero dei ricoveri ospedalieri. Se cala quello significa più respiro per le nostre strutture sanitarie e meno rischi di decessi. Meglio 10 positivi con pochi sintomi che un solo morto in più.