Cronaca
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Casalmaggiore, il punto di Bongiovanni: "100 casi da noi e 15 non ce l'hanno fatta Per il bene di tutti continuiamo a stare in casa"

"Sto elaborando con l'ufficio anagrafe - spiega il sindaco - una statistica che sarà resa nota il 1° aprile sull'andamento demografico dei decessi, raffrontato agli anni scorsi. Dei 100 casi, 43 sono in città, 57 nelle frazioni, e a proposito di frazioni tutte hanno almeno un caso accertato. 26 sono i cittadini tuttora ricoverati, mentre 49 sono al domicilio".

CASALMAGGIORE – Sono passati 37 giorni dal 21 febbraio 2020, giorno in cui si scoprì il primo caso in Italia di COVID 19. A Casalmaggiore il primo accertato fu il 25 febbraio. A fare il punto della situazione è il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni. “Da quel giorno sono cresciuti i ricoveri per polmoniti, dapprima in modo molto veloce, oggi meno, per fortuna. Tuttavia siamo arrivati a 100 casi ufficiali. Per 15 di questi non c’è stato nulla da fare, sono deceduti e per loro non è stato nemmeno possibile svolgere un funerale degno di un estremo saluto. L’età media dei deceduti è 80 anni. Quasi tutti avevano altre patologie, alcune molto gravi. E’ presto per sapere con certezza se siano morti di o con il COVID 19”.

“Sto elaborando con l’ufficio anagrafe – spiega il sindaco – una statistica che sarà resa nota il 1° aprile sull’andamento demografico dei decessi, raffrontato agli anni scorsi. Dei 100 casi, 43 sono in città, 57 nelle frazioni, e a proposito di frazioni tutte hanno almeno un caso accertato. 26 sono i cittadini tuttora ricoverati, mentre 49 sono al domicilio, alcuni sono stati dimessi dall’ospedale considerati guariti, altri sono sempre rimasti a casa in isolamento. I numeri non mi divertono, ma bisogna cercare di essere cauti e leggerli per quello che sono. Casalmaggiore ha 15445 cittadini e sono 100 i positivi, quindi poco più dello 0,6% della popolazione è ufficialmente affetto, siamo sotto la media in Lombardia. Sappiamo anche che i tamponi vengono fatti solo se si accede al Pronto Soccorso e che molti sono gli asintomatici, come la Comunità Scientifica ha provato. È possibile far tamponi a tutti? In Lombardia ci sono oltre 10 milioni di abitanti, al massimo si possono processare 5000 campioni al giorno. Significa che servono 4 anni e mezzo per testare la popolazione lombarda. Ben sapendo che dopo un paio di giorni quel test vale poco o nulla”.

Poi un invito. “Le polemiche oggi non servono. Vanno rispettate le norme restrittive dettate da Governo e Regione, è l’unica soluzione per evitare i contagi e averne un drastico calo. Dopo il provvedimento del Governo dell’11 marzo e quello successivo del Presidente Regionale del 21 marzo, devo dire che la cittadinanza ha, nella quasi totalità, rispettato le norme, è stata in casa ed è uscita solo per lo stretto necessario, argine e parchi sono finalmente vuoti. Le denunce infatti sono relativamente poche. Per la nostra salute e dei nostri cari dobbiamo continuare così”.

Da qui l’invito a proseguire su questa strada, sfruttando la tecnologia e i servizi a domicilio. “Il Comune di Casalmaggiore, in collaborazione con il Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali, per le persone in quarantena, gli ultra 65enni, per chi è solo – spiega Bongiovanni – ha attivo il numero 3791895534 e il 3791893038, per spese, farmaci, generi di prima necessità, sono a disposizione i nostri assistenti sociali con la rete di volontari che si è creata.  Molti nostri commercianti invece portano la spesa a domicilio, il sito casalmashopping.it li raccoglie. Ringrazio tutti i lavoratori, che non si sono mai fermati in queste settimane, garantendo direttamente o indirettamente, i servizi essenziali per la vita della popolazione. Il 31 marzo alle 12 sarò con la fascia tricolore, come proposto da ANCI, davanti al Municipio, con bandiere a mezz’asta. Invito anche coloro che si sentono a fare un minuto di silenzio, magari in preghiera per chi crede, nelle proprie abitazioni. Se stiamo uniti, ce la faremo”.

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