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In Provincia in arrivo due
postazioni di Ats per la gestione
domiciliare dei pazienti Covid-19

Un ulteriore supporto verso i medici di famiglia e dei loro pazienti potrà essere garantito dalla attivazione – a breve - dell’Assistenza Domiciliare Integrata COVID (ADICOVID) per la gestione domiciliare degli assistiti.

Tutto pronto per l’attivazioni delle USCA, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale. A darne l’annuncio è la stessa ATS Val Padana in una nota diffusa nella serata di oggi, sabato 28 marzo in cui, “in coerenza con le indicazioni nazionali e regionali” si dice” pronta per rendere operative le USCA a partire da lunedì 30 marzo”. Inizialmente saranno due, una sul cremonese ed una sul mantovano, le sedi, ma già nel corso della settimana ne saranno aperte una sul cremasco ed una seconda ancora nel mantovano.

Le USCA sono finalizzate alla gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero. L’intervento dei medici delle USCA sarà attivato dal Medico di Medicina Generale dopo un triage telefonico che evidenzia la necessità di una visita domiciliare. L’attività dei medici USCA sarà rivolta ai pazienti COVID-19 – dimessi dalle strutture ospedaliere o mai ricoverati – con bisogni di assistenza compatibili con la permanenza al domicilio e per la cura a casa di pazienti con sintomatologia simil influenzale, di cui non è certificata l’eventuale positività ma che devono essere considerati come sospetti casi COVID.

“L’avvio -si legge nella nota – nel territorio di ATS Val Padana di tale rafforzamento della medicina territoriale in tempi strettissimi è possibile grazie alla disponibilità dei medici che attualmente svolgono l’attività nel Servizio di Continuità Assistenziale e che hanno aderitoa questo nuovo modello organizzativo. Un ulteriore supporto verso i medici di famiglia e deiloro pazienti potrà essere garantito dalla attivazione –a breve – dell’Assistenza Domiciliare Integrata COVID (ADICOVID) per la gestione domiciliare degli assistiti contagiati dall’epidemia, cosi come prevista dalla DGR n. 2986 /2020 di Regione Lombardia”.

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