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La testimonianza di un malato
a domicilio: 'La mia esperienza
di presunto positivo'

Da uno dei nostri lettori arriva una testimonianza di come sia più che mai urgente estendere i controlli ai pazienti non tanto gravi (fortunatamente) da dover essere ricoverati, ma che presentano uno o più sintomi da coronavirus.

Da uno dei nostri lettori arriva una testimonianza di come sia più che mai urgente estendere i controlli ai pazienti non tanto gravi (fortunatamente) da dover essere ricoverati, ma che presentano uno o più sintomi da coronavirus.

“Mi sono ammalato ai primi di marzo – ci scrive il lettore a commento di un articolo – con febbre 38 al mattino 39 alla sera per circa 10 giorni, con subentro di tosse secca che mi ha fatto temere circa la necessità di andare al pronto soccorso. Ho chiamato tutti i numeri preposti: dal 1500 non ho mai avuto risposta mentre dalla Regione e dall’Ast dopo molti tentativi ho avuto le indicazioni di massima comunque già note. A tutti gli interlocutori ho segnalato il mio sospetto di essere contagiato ma mi veniva continuamente richiesto di indicare se avessi avuto contatto con un positivo, cosa che non sono stato in grado di stabilire.

Per cui non sono stato sottoposto a tampone. Ora sto meglio, al medico non ho chiesto altri giorni di malattia e userò qualche giorno di ferie per rimettermi completamente, dopo di che tornerò al lavoro. Visto che parliamo di medici segnalo che il primo dottore che ho contattato dopo aver scoperto che il mio medico era ammalato, per darmi i giorni di malattia pretendeva che andassi nel suo studio sospettando che fossi un falso malato. Fortunatamente un altro medico mi ha dato i giorni ed un minimo di consigli terapeutici.
Morale: da presunto positivo avrei dovuto andare in uno studio medico favorendo il contagio, non avendo subito il tampone al momento non sono soggetto ad alcuna limitazione se non a quelle previste per tutti, i miei familiari anch’essi non hanno alcun vincolo. Quando sento snocciolare dati di contagiati in calo o in aumento, penso che il sistema non sia in grado di accertare la situazione reale”.

redazione@oglioponews.it

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