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San Giovanni, la messa domenicale
è meno vuota con le fotografie
sui banchi di 110 parrocchiani

"Abbiamo solo fatto nostra - precisa poi don Diego - l’idea lanciata da don Giuseppe Corbari, parroco di Robbiano (MB), collocando sui banchi le foto di tutti coloro che hanno voluto aderire a questa iniziativa. Se qualcuno vuole aggiungersi, il posto non manca! Sarà bellissimo, passata l'emergenza, ritrovarci tutti veramente".

SAN GIOVANNI IN CROCE – Una chiesa piena, o almeno meno vuota, anche se in modo diverso dal solito: ma un messaggio che comunque è stato di speranza. Domenica mattina la chiesa parrocchiale di San Giovanni in Croce, nei primi banchi, è stata colorata dalla presenza di molte fotografie di giovani parrocchiani e delle loro famiglie. Un modo per fare sentire meno solo il parroco don Diego Pallavicini, nella celebrazione della messa, che ormai da oltre un mese si tiene senza fedeli per le normative legate al Coronavirus.

Don Diego ha voluto pubblicizzare la bella iniziativa sulla propria pagina Facebook. “Finalmente oggi la nostra chiesa di San Giovanni – ha scritto – si è nuovamente riempita: tutti i nostri ragazzi e le nostre famiglie (110 per il momento) si sono riunite intorno all’altare per invocare l’aiuto di Dio e la sua benedizione. Tranquilli! Non abbiamo violato nessun divieto, non abbiamo creato assembramenti, non abbiamo dato vita a situazioni rischiose”.

“Abbiamo solo fatto nostra – precisa poi don Diego – l’idea lanciata da don Giuseppe Corbari, parroco di Robbiano (MB), collocando sui banchi le foto di tutti coloro che hanno voluto aderire a questa iniziativa. Se qualcuno vuole aggiungersi, il posto non manca! Sarà bellissimo, passata l’emergenza, ritrovarci tutti veramente per ringraziare il Signore, sostituirci alla nostra foto e poi portarla a casa, per non dimenticarci di quello che abbiamo vissuto in questi giorni e rafforzare continuamente il nostro desiderio di vivere come comunità! Succederà presto, abbiate fiducia! Il Signore lotta con noi e per noi e ci guida a passo spedito verso la resurrezione!”.

G.G.

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