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Covid, Rosario Canino: 'Ora 44
persone intubate ma meno
accessi al Pronto Soccorso'

Prima di quel 21 febbraio non avevate avuto polmoniti sospette? “Qualcuna in più del solito sì, ma non molte. Del resto la domanda da fare ai pazienti era se fossero stati in Cina, e quando ci rispondevano di no non avevamo altre evidenze. Questo ha creato un po’ di confusione".

A un mese e 15 giorni da inizio emergenza, la situazione in ospedale a Cremona è stabile, ma si registra finalmente un decremento ormai stabile degli accessi al pronto soccorso: a dirlo è il direttore sanitario Rosario Canino. “I posti letto sono ancora tutti occupati da malati covid, anche se grazie al supporto dell’ospedale da campo la situazione è migliorata” spiega. “Ora riusciamo a concentrarci meglio sui pazienti che già abbiamo in carica. La terapia intensiva è sempre piena, ma per fortuna dieci pazienti sono nell’ospedale da campo, e questo ci allevia il carico. Attualmente abbiamo 44 persone intubate. Gli altri sono stazionari. Il percorso è ancora lungo e i medici sono sotto grande stress. Intanto abbiamo iniziato la sperimentazione avviata dall’Istituto Pascale di Napoli trattando pazienti che sono idonei a ricevere questo tipo di cura”.

Cosa accadde quel famoso venerdì 21 febbraio, quando tutto iniziò?
“Quel giorno ero di turno, e quando si venne a sapere del paziente uno e vedemmo i primi casi anche qui capii che la situazione sarebbe precipitata a breve. Per questo abbiamo riconvertito nel giro di dieci ore un reparto normale in uno di infettivi, in omdo da riuscire a tamponare la prima ondata di pazienti. Poi, un po’ alla volta, tutto l’ospedale è stato riconvertito in un unico reparto covid”.

Prima di quel 21 febbraio non avevate avuto polmoniti sospette?
“Qualcuna in più del solito sì, ma non molte. Del resto la domanda da fare ai pazienti era se fossero stati in Cina, e quando ci rispondevano di no non avevamo altre evidenze. Questo ha creato un po’ di confusione. La ragazza che già era ricoverata da 5 giorni, ad esempio, era arrivata la prima volta in pronto soccorso con la febbre ma era stata rimandata a casa, con tac negativa. Due giorni dopo era tornata con una polmonite bilaterale. E all’inizio il tampone era negativo. Neppure lei era stata in Cina. Solo dopo il 21 scoprimmo dove poteva aver contratto il virus: era stata a Codogno con una scuola di ballo, in un locale”.

LaBos

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