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Il videocollage delle maestre
(e della preside) della scuola
Marconi per dire che "Andrà tutto bene"

A scandire il video la canzone dei Queen “Show must go on”. Qualche insegnante ha coinvolto pure i figli nello scatto realizzato rigorosamente a casa, oppure ripreso dall’album fotografico di qualche mese o anno fa. Una iniziativa caldeggiata dalla dirigente scolastica Sandra Guidelli, unendo sia il plesso di Casalmaggiore che quello di Rivarolo del Re.

CASALMAGGIORE/RIVAROLO DEL RE – Il mestiere dell’insegnante è messo a dura prova dal virus: si lavora alle lezioni a distanza, da casa a casa, mediante la tecnologia, ma non è comunque semplice. Se non che a volte, proprio quella stessa tecnologia viene in aiuto anche in altro modo, divenendo ispirazione di collage virtuali che sono un messaggio di speranza, per farsi forza. L’ultimo video pubblicato dalle insegnanti della scuola elementare Marconi di Casalmaggiore fa parte di questa categoria. Anche loro, come altri, non vedono i loro studenti da oltre un mese, da quando cioè l’emergenza Coronavirus ha spinto alla chiusura delle scuole. Così, per mandare un messaggio di vicinanza, ecco il videocollage che mostra i volti delle maestre e dei maestri, ciascuno con in mano un cartello con quello che è divenuto il mantra di questo periodo, ossia “Andrà tutto bene”.

A scandire il video la canzone dei Queen “Show must go on”. Qualche insegnante ha coinvolto pure i figli nello scatto realizzato rigorosamente a casa, oppure ripreso dall’album fotografico di qualche mese o anno fa. Una iniziativa caldeggiata dalla dirigente scolastica Sandra Guidelli, unendo sia il plesso di Casalmaggiore che quello di Rivarolo del Re, perché entrambi fanno capo alla Marconi. Un messaggio di speranza, color arcobaleno, nella convinzione che davvero andrà tutto bene. Il video, dopo l’immagine della dirigente scolastica, si chiude con una frase di Fernando Sabino: “Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziano, la certezza che abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di finire. Pertanto dobbiamo fare: dell’interruzione un nuovo cammino, della caduta un passo di danza, della paura una scala, del sogno un ponte, del bisogno un incontro”.

G.G.

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