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Qualche RSA dice sì: a Ostiano,
Castelleone, Crema e Stagno si attrezzano per
aprire reparti dedicati ai malati di Coronavirus

E’ stato realizzato un nucleo completamente autonomo e chiuso, realizzate procedure e protocolli ad hoc. E’ stata prevista un’organizzazione ad hoc per quel reparto con personale medico, infermieristico, oss, fisioterapisti e delle pulizie, adeguatamente istruiti, che si sono lodevolmente resi disponibili e che lavorano solamente in quel reparto.

Le RSA del territorio si stanno attrezzando per aprire reparti dedicati ai pazienti affetti da Covid-19 e, in alcuni casi, anche ad accogliere persone dimesse dagli ospedali ed in fase di guarigione dopo aver contratto il coronavirus. E’ il caso, ad esempio, della Fondazione Bruno Pari di Ostiano che conta già 12 persone ricoverate e che fa sapere come la decisione sia stata presa dai “vertici della Fondazione, CDA e dirigenza, con senso di responsabilità hanno accolto le richieste della Regione, in un momento così delicato, per aiutare gli ospedali che devono liberare letti per ricoverare persone gravi” e che “alcuni pazienti sono già portati alla guarigione clinica”. Il direttore sanitario, il dottor Antonio Quattrone spiega: “E’ stato realizzato un nucleo completamente autonomo e chiuso, realizzate procedure e protocolli ad hoc. E’ stata prevista un’organizzazione ad hoc per quel reparto con personale medico, infermieristico, oss, fisioterapisti e delle pulizie, adeguatamente istruiti, che si sono lodevolmente resi disponibili e che lavorano solamente in quel reparto. Tutti sono dotati di adeguati dispositivi di alto livello di protezione”.

“Anche gli ospiti della RSA – continua Quattrone – con insufficienza respiratoria acuta e per i quali non è stato possibile eseguire il tampone sono stati spostati tutti in un nucleo a se stante organizzato e gestito con le stesse modalità di cui sopra, per evitare che ci siano contatti con gli altri residenti della RSA, che comunque fin dall’inizio dell’emergenza sono stati isolati nelle proprie stanze”. Tutti i residenti della RSA, assicurano dal ‘Pari’ sono seguiti da educatori e fisioterapisti in camera, e sono rimasti in contatto con i parenti e collegati in videochiamata dagli operatori della Fondazione. Fin dal 22 febbraio tutti gli operatori, precisano ancora dalla Fondazione, sono stati “adeguatamente formati e dotati di dispositivi ad alta protezione anche superiore alle imposizioni delle norme, per il reperimento dei quali c’è un lavoro quotidiano e costante degli uffici, e tutti si sono sottoposti alla misurazione della temperatura corporea da quattro settimane”.

Il Direttore Generale Ivan ​Scaratti ed il Presidente Marco Coppola a nome del CDA hanno quindi voluto ringraziare “il dott. Quattrone e gli operatori che hanno avuto questa grande spinta e che stanno gestendo l’emergenza dal punto di vista sanitario ed organizzativo in modo lodevole”. “Ringraziamo davvero di cuore – aggiungono – gran parte degli operatori sanitari, socio-assistenziali, educativi, che sono ogni giorno in prima linea, senza dimenticare anche la grande disponibilità ed il prezioso lavoro degli operai, dei cuochi, della lavanderia, degli amministrativi. E’ questo grande lavoro di squadra la nostra forza, tutto il personale è coeso e motivato in questa battaglia”. Scaratti e Coppola quindi annunciano: “Partiremo anche con l’ADI Covid (al domicilio seguiamo in un anno 400 famiglie): un grande plauso e riconoscenza anche a tutti gli operatori e collaboratori che lavorano al domicilio perché stanno dimostrando di essere grandi professionisti”. “Un pensiero – concludono – ai residenti della RSA ed ai parenti che da un mese non riescono ad incontrarsi ma che si congratulano con noi e ci esortano a continuare a lottare. Un pensiero a chi ci ha lasciato che purtroppo non abbiamo avuto modo di salutare ma che rimane nel ricordo e nel cuore di tutti noi”.

Ostiano, in ogni caso, non è un caso isolato in provincia di Cremona. Anche a Castelleone, infatti, uno dei più colpiti nel cremonese in termini di contagiati, la Fondazione Giuseppina Brunenghi ha destinato l’unità d’offerta cure intermedie per accogliere i pazienti covid a basso livello di necessità assistenziale. Dopo aver condiviso l’intenzione con il consiglio di amministrazione, il direttore sanitario e gli operatori della Fondazione oggi ospitano 5 persone. Il reparto, isolato rispetto all’RSA, ci spiega il direttore Rino Ferri, ha a disposizione 14 letti, quindi potrebbe ospitare ancora 9 pazienti, ma la Fondazione aderisce alla richiesta della regione per ricoveri progressivi anche a fronte della capacità di assistere della struttura e dal numero di dipendenti disponibili. Anche il Kennedy di Crema e la rsa Don Mori di Stagno Lombardo hanno dato la loro disponibilità.

mt-eb

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