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"No a parrucchieri ed estetiste abusive casa per casa": Bongiovanni e Belli Franzini raccolgono l'appello

"I parrucchieri e le estetiste abusive stanno girando per le case o ricevono persone presso il proprio domicilio. Così facendo violano le regole due volte. Due volte: una volta incassando denaro impropriamente; una volta rischiando di diffondere il Coronavirus” si legge nel documento diffuso dalla categoria.

Il mestiere del parrucchiere o dell’estetista? In queste settimane è messo a dura prova dalle chiusura imposte dall’emergenza Coronavirus. Vale per molte attività, certo, ma per queste in particolare, tanto è vero che proprio parrucchieri ed estetisti sono stati tra i primi a chiudere, anche a causa del contatto e della vicinanza al cliente che queste professioni prevedono. Ora però, a fare arrabbiare ancora di più i professionisti del settore, sono coloro che svolgono, senza regolare licenza, il mestiere a domicilio, di fatto togliendo clienti a chi invece ha una propria attività regolare con un proprio studio o salone.

Da qui la richiesta di aiuto al sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e al sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini. Un documento che ha fatto diversi proseliti e ha raccolto sostenitori in tutta la provincia di Cremona, dato che il problema è chiaramente diffuso. “Faccio appello – si legge nel documento che si rivolge direttamente ai primi cittadini di ogni comune – al suo ruolo e al suo desiderio di rendere questo comune un esempio per tanti altri. Sono dell’avviso che uno degli errori che ha messo in difficoltà tutta la nazione, oltre a tanti comuni, è minimizzare certi problemi. Uno evidenzia un problema… e subito qualcun altro lo sminuisce, affermando cose tipo “ma il vero problema è un altro”. Premesso questo, consapevole del numero di impegni che si ritroverà ad affrontare in un periodo di emergenza come questo, le chiedo, con tutte le mie forze, di intervenire contro i parrucchieri e le estetiste abusive che stanno girando per le case, o che ricevono persone presso il proprio domicilio. Perché violano le regole due volte. Due volte: una volta incassando denaro impropriamente; una volta rischiando di diffondere il Coronavirus”.

“Gli artigiani sono cuore vivo e pulsante di questa comunità – si legge poi -. Oggi sono chiusi e frustrati perché non possono lavorare, né essere vicini alla propria clientela. Lasciare soli questi artigiani, e per di più permettere a chi non rispetta le regole di farsi beffe di chi paga le tasse, dà lavoro e rispetta il prossimo, è un crimine di cui, certo, LEI si rifiuterà di diventare complice. Per questo le chiedo di denunciare questo fenomeno. Perché la sua voce è importante e potrà essere più ascoltata della mia. Sindaco, dimostri quanto rispetto ha per le regole e per chi le deve rispettare. Non ultimo lo faccia per chi è messo in ginocchio da questa situazione e comincia a chiedersi se abbia davvero senso rispettare le regole in un paese in cui, troppo spesso, se la passa meglio chi non lo fa. Sindaco, col modo in cui sceglierà di schierarsi, racconterà molto dei suoi valori e del senso di legalità che intende ispirare in tutta la comunità!”.

Sia Bongiovanni che Belli Franzini hanno subito appoggiato l’appello. Il sindaco di Gussola, condannando l’accaduto, ha promesso massima attenzione e chiesto aiuto “ai concittadini ed anche ai professionisti, nel segnalare alle forze dell’ordine ed agli organi competenti eventuali atteggiamenti o comportamenti non corretti”, invitando tutti i cittadini a porre attenzione, soprattutto in un momento come questo, e a non utilizzate questi “servizi” esercitati in modo abusivo al domicilio. Il primo cittadino di Casalmaggiore ha spiegato: “Sono un Sindaco che della lotta all’abusivismo e alla contraffazione ha fatto una ragione di vita. E darò adeguate disposizioni alla polizia locale, affinché cerchi di stroncare il fenomeno, non così facile da intercettare. Tuttavia chiedo ai firmatari ed estensori del documento di fare un passo in più nell’aiutarci a debellarlo, altrimenti chi tace e sa con precisione, acconsente al perpetrarsi di un illecito”. Insomma una richiesta di aiuto reciproco.

G.G.

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