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Assoluzione anche senza
confessione per personale e
ricoverati in ospedale e rsa

Nel documento si fa riferimento anche alle modalità attraverso cui, nel rispetto di tutte le disposizioni di sicurezza, impartire l’assoluzione «in modo che i presenti possano ascoltare le parole del sacerdote, rispettando, per quanto possibile, le sensibilità dei non credenti o di chi non sia cristiano».

Il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha firmato un decreto che dispone, vista la situazione di emergenza sanitaria, la possibilità per i sacerdoti assistenti presso le strutture sanitarie di impartire assoluzione senza previa confessione a pazienti e personale medico dei presidi ospedalieri e delle case di riposo. Con tale decreto il Vescovo, considerato quanto indicato nella Nota della Penitenzieria Apostolica in data 19 marzo 2020 e l’indirizzo orientativo offerto dalla Presidenza della CEI e «valutate le circostanze straordinarie in cui si trova anche la nostra Diocesi in questa grave epidemia virale» dispone «che i sacerdoti assistenti religiosi presso le strutture, i presidi ospedalieri e le case di cura possano impartire l’assoluzione a più penitenti senza previa confessione individuale quando gli ammalati ivi ricoverati siano in pericolo di vita o si trovino in reparti in cui non sia possibile garantire il segreto della confessione e le adeguate misure sanitarie». «L’assoluzione – aggiunge – potrà essere impartita anche al personale sanitario che ne faccia richiesta».

Nel documento si fa riferimento anche alle modalità attraverso cui, nel rispetto di tutte le disposizioni di sicurezza, impartire l’assoluzione «in modo che i presenti possano ascoltare le parole del sacerdote, rispettando, per quanto possibile, le sensibilità dei non credenti o di chi non sia cristiano», avvisando i penitenti per quanto possibile delle condizioni previste per ricevere l’assoluzione: «il pentimento per i propri peccati e il proposito di confessare quelli gravi quando, superate le attuali circostanze o riottenuta la salute, si potrà accedere alla confessione individuale».

Il Vescovo dispone inoltre «che l’operatore sanitario, l’infermiere, o il medico che operano nei reparti in cui il sacerdote assistente religioso non può accedere possono essere costituiti, dal sacerdote stesso, per questa circostanza, Ministri Straordinari della Comunione ad acta con il rito proprio dell’incarico temporaneo. Si dovranno individuare precedentemente persone disponibili e ovviamente idonee». «Al termine delle circostanze straordinarie e di emergenza a causa della grave epidemia Covid-19 – conclude il provvedimento vescovile – sarà emanato un decreto che indicherà la scadenza di tali disposizioni».

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