Cronaca
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Si è spento a 88 anni Carlo Fuochi, l'ultimo ambulante di vestiti porta a porta

Si è spento a 88 anni Carlo Fuochi, in maniera leggera così, come ha sempre vissuto. Solo pochi mesi fa era stato a trovare la nipote, Melissa Ghidetti, per salutarla, e vedere la sua 'meravigliosa creatura'

CASALMAGGIORE – Faceva il venditore porta a porta “E la sua mercanzia era la più bella di tutte, e la sapeva vendere con la sua infinita gentilezza”. La portava ogni giorno sul suo furgoncino. Erano lenzuola ed erano coperte, erano vestiti ed altri capi d’abbigliamento, o tovaglie. Come in uno di quei vecchi film degli anni ’60. Solo che lui, Carlo Fuochi, nato in quel di Sabbioneta il 28 settembre del 1931 e residente a Vicobellignano, in via Molossi, era una persona vera. Che ora manca forte a chi è rimasto ad aspettare l’alba.

Era un venditore ambulante. Il suo hobby era amare infinitamente i suoi nipoti e la sua famiglia, era donare i suoi sorrisi.

Si è spento a 88 anni Carlo Fuochi, in maniera leggera così, come ha sempre vissuto. Solo pochi mesi fa era stato a trovare la nipote, Melissa Ghidetti, per salutarla, e vedere la sua ‘meravigliosa creatura’. Nessuno avrebbe potuto neppure immaginare che quella sarebbe stata l’ultima volta.

“Non voglio dirti addio – ci racconta Melissa – non voglio dirti arrivederci. Voglio dirti ciao… si proprio così ciao… come l’ultima volta che sei venuto a trovarmi, quell’abbraccio e quella carezza sul viso chi riuscirà a dimenticarla? Tu che pochi mesi fa hai suonato al campanello, hai varcato il cancellino e con le lacrime agli occhi mi hai guardato e mi hai detto ‘sono venuto a vedere dove abiti e a trovare la tua meravigliosa creatura’. Chissà forse il destino voleva dirmi qualcosa. Voglio ricordarti così:
zio Carlo, sei sempre stato una persona molto buona, affettuosa, sensibile dolce con chiunque… avevi sempre una parola di conforto e sapevi strappare un sorriso anche nei momenti più difficili. Mi mancherai tanto… voglio pensare che lassù abbiano bisogno veramente di te… ciao zio buono, fai buon viaggio. Ti voglio bene, con tanto affetto la tua Melissa e famiglia”.

E’ ripartito Carlo. Col suo invisibile furgone, le sue lenzuola e i suoi sorrisi. E’ partito per un lungo viaggio. Quello nei ricordi più struggenti di chi resta.

N.C.

 

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