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Virus e crisi siderurgia, lettera urgente di Salini al commissario al Commercio

"La crisi coronavirus è talmente grave che ho chiesto ai colleghi deputati di condividere la richiesta alla Commissione di ridurre ulteriormente le quote di acciaio extra-Ue importabile – spiega Salini – Serve una consapevolezza politica forte, che vada oltre i tecnicismi".

«L’emergenza coronavirus ha fatto crollare la domanda di acciaio, riducendola di oltre il 50%. Per questo ho inviato al commissario al Commercio Phil Hogan una lettera urgente, chiedendo di rivedere alla luce della pandemia le quote di importazione di acciaio da paesi terzi, tagliandole drasticamente. Paesi extraeuropei inondano il mercato unico, in particolare la Turchia, con quantitativi di acciaio a costi estremamente bassi, insostenibili per le nostre aziende, che da anni vivono difficoltà enormi a causa di questa concorrenza sleale. E’ fondamentale che la Commissione si attivi immediatamente per sostenere le nostre imprese e salvaguardare i posti di lavoro».

E’ quanto dichiara l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, membro della Commissione Industria, autore della lettera inviata oggi al commissario Trade Phil Hogan, in cui si chiede di inserire la pandemia Covid-19 quale parametro essenziale per rivedere i meccanismi di salvaguardia dell’acciaio europeo (Eu Steel Safeguard). L’iniziativa di Salini ha ricevuto l’adesione di oltre 70 eurodeputati dei principali gruppi del Parlamento Ue, che hanno sottoscritto la lettera. «La crisi coronavirus è talmente grave che ho chiesto ai colleghi deputati di condividere la richiesta alla Commissione di ridurre ulteriormente le quote di acciaio extra-Ue importabile – spiega Salini – Serve una consapevolezza politica forte, che vada oltre i tecnicismi: quella siderurgica è una delle filiere industriali più importanti d’Italia e d’Europa e, a causa dell’epidemia, da settimane vede ordinativi in picchiata, tagli alla produzione e riduzione dei turni di lavoro. Un problema che rischia di infliggere un colpo mortale al settore, travolgendo anche l’intera filiera costituita da migliaia di Pmi».

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