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Coronavirus, plasma da sangue
di guariti per curare malati: al via
sperimentazione a Cremona

Parte da oggi anche all’ospedale di Cremona la sperimentazione dell’utilizzo del plasma del sangue di chi è guarito per curare chi è ancora ammalato. Dunque dopo la sperimentazione in corso negli ospedali di Pavia e Mantova, pare con buoni risultati, adesso si parte anche qui, uno dei cuori della pandemia.

Parte da oggi anche all’ospedale di Cremona la sperimentazione dell’utilizzo del plasma del sangue di chi è guarito per curare chi è ancora ammalato. Dunque dopo la sperimentazione in corso negli ospedali di Pavia e Mantova, pare con buoni risultati, adesso si parte anche qui, uno dei cuori della pandemia. Da trent’anni almeno si utilizza il plasma dei guariti per combattere i virus. E’ accaduto con la Sars nel 2002 e con la Mers nel 2012. Anche i medici cinesi hanno sperimentato con successo l’utilizzo contro il Covid-19. Il protocollo utilizzato da Pavia e Mantova sarà lo stesso anche a Cremona. L’Avis di Cremona ha inviato proprio ieri ai suoi iscritti l’appello a potenziali donatori convascelenti da Covid-19 che rispondano ai rigidi requisiti richiesti dal centro trasfusionale dell’Asst di Cremona.

I potenziali donatori devono essere maschi o donne che non hanno mai avuto gravidanze o aborti e che non siano mai stati trasfusi. Se ricoverati non devono essere stati intubati. Se guariti devono essersi risolti tutti i sintomi e risultati negativi in due test consecutivi effettuati a distanza di almeno 24 ore, devono comunque essere trascorsi almeno 14 giorni dalla risoluzione dei sintomi o dall’interruzione dell’eventuale terapia anti coronavirus. Inoltre nelle ultime due settimane non devono aver avuto contatti con persone che abbiano avuto una accertata infezione.

Il plasma, ovvero la parte più ‘liquida’ del nostro sangue, è composto da acqua, proteine, nutrienti, ormoni, ma è privo di cellule. Soprattutto, per coloro che sono usciti da malattia con Covid-19, il plasma ha invece una quota di anticorpi specifici che si sono formati dopo la battaglia vinta contro il virus. Sono i cosiddetti anticorpi neutralizzanti che si legano all’agente patogeno e lo marcano. Il plasma va dato al malato soltanto in alcuni fasi specifiche della malattia. I risultati ottenuti a Mantova e Pavia pare siano stati molto confortanti. 

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