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Covid, impegno anche delle
strutture private. Alle Figlie di
S.Camillo più di 150 ricoveri

“Molti di loro non vedono i loro cari da 4-6 settimane”, dice la dottoressa Sara Ramponi, pneumologa della struttura, “quando vedono i figli o i genitori tramite il tablet spesso si commuovono. E ci commuoviamo anche noi”.

Grande l’impegno anche delle strutture private nell’emergenza Covid 19. A parlare è il dottor Maurizio Marvisi, direttore dell’Unità operativa di pneumologia e medicina interna delle Figlie di San Camillo di Cremona: “La nostra struttura ha adibito dall’inizio di marzo 164 letti per pazienti Covid, abbiamo ricoverato a tutt’oggi più di 150 pazienti, nel mese di marzo ne abbiamo dimessi guariti 54”, spiega.

Un supporto medico che volge lo sguardo però anche a quello umano: ecco perchè l’ Associazione Marcotti Osvaldo Onlus con sede a Cingia de Botti ha donato un tablet dedicato a mettere in comunicazione i pazienti ricoverati presso il preparo con le loro famiglie. “Molti di loro non vedono i loro cari da 4-6 settimane”, dice la dottoressa Sara Ramponi, pneumologa della struttura, “quando vedono i figli o i genitori tramite il tablet spesso si commuovono. E ci commuoviamo anche noi”.

Fband

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