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RSA mantovane dell'Oglio Po,
tamponi ai sintomatici. Ma Torchio chiede
di più: "Siano fatti a tutti, prima della catastrofe"

“Al Poma di Mantova c’è una sola macchina che processa i tamponi e riesce a dare, in media, 100 risultati al giorno. Sono troppo pochi. Sappiamo però che tre macchine sono state ordine ma sarebbero ancora ferme a Milano. Qui non c’è tempo da perdere" spiega Torchio.

La risposta è arrivata, è una buona apertura ma no, non basta ancora. Dopo che i sindaci dell’Azienda Consortile Speciale Oglio Po avevano chiesto un aiuto da parte di ASST di Mantova per quanto concerne la situazione nelle Case di Riposo del comprensorio nella parte mantovana, ecco che la risposta di Raffaello Stradoni, direttore generale dell’ASST che fa capo all’ospedale “Carlo Poma” nel capoluogo virgiliano, è arrivata: una risposta che spiega a chiare lettere che il Centro Servizi aziendale ha messo a disposizione delle strutture socio-sanitarie (tra cui anche le varie RSA), che ne hanno fatto richiesta, alcune attività, tra cui appunto i tamponi per il personale sanitario che vi opera. Questa è anche la più importante e significativa novità di un elenco che prevede pure un addestramento del personale alle corrette manovre di vestizione e svestizione e al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione.

Fino al 6 aprile, si scopre dalla lettera, hanno fatto richiesta di tamponi e consulenze 40 strutture sanitarie della provincia virgiliana, per un totale di 2413 tamponi. Nel comprensorio Oglio Po però i numeri sono molto più ridotti, certamente per l’orizzonte geografico ristretto, ma forse anche per la mancanza di richieste: 10 strutture in totale e 515 tamponi effettuati. Quello che non basta più, secondo il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, uno dei firmatari della prima lettera spedita all’ASST di Mantova e alla ATS Valpadana, è organizzare tamponi soltanto sul personale e sui pazienti sintomatici, che hanno – spiega la risposta di Stradoni – la priorità.

“Rischiamo, con una settimana di ritardo – sottolinea Torchio – che esploda una bomba come a Bergamo nelle nostre case di riposo. Per questo i tamponi devono essere fatti a tutti i residenti della struttura, senza distinzione tra asintomatici e sintomatici, oltre che al personale”. Torchio stesso riconosce buona volontà da parte di ASST di Mantova ed evidenzia un problema tecnico. “Al Poma di Mantova c’è una sola macchina che processa i tamponi e riesce a dare, in media, 100 risultati al giorno. Sono troppo pochi. Sappiamo però che tre macchine sono state ordinate ma sarebbero ancora ferme a Milano. Qui non c’è tempo da perdere, è ora che la strumentazione idonea venga fornita per riuscire a dare una risposta efficace a quello che rischia di divenire, e anzi è già, un problema drammatico”.

G.G.

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