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Giuseppe Torchio, da Bozzolo
un augurio pasquale che
si apre con due buone notizie

Questo il range di una società che si è data regole certe in termini di assistenza e di un comune che investe circa 500 mila euro all’anno per i servizi sociali, pari a circa 125 euro a persona

BOZZOLO – Don Elio torna in salute alla sua Piccola Betania e tutti i dipendenti della Domus Pasotelli sono negativi al tampone. Si apre con due ottime notizie l’augurio pasquale di Giuseppe Torchio, sindaco di Bozzolo. Un lungo messaggio di un sindaco appassionato e sempre ricco di spunti e di iniziative. Uno dei ‘giganti’ in un periodo in cui tanti primi cittadini dell’Oglio Po hanno dato prova di spirito di abnegazione e coraggio ma qualcuno, forte, lo è stato più d’altri. I ‘dolori’ giovane (di spirito, che è poi quel che più conta) Torchio, quelli profondi dei giorni scorsi, hanno lasciato spazio a qualche barlume di speranza in più.

“Due belle notizie flash: alla Piccola Betania è tornato Don Elio, con un messaggio splendido a tutta la comunità! Complimenti e adelante!

La seconda: tutti i tamponi dei dipendenti della Domus sono negativi. Evviva!

Dopo la trasmissione tv dei riti pasquali ho fatto una riflessione sull’importanza del ruolo dei servizi sociali e dei volontari nella vita della nostra comunità.

La sequenza delle immagini fotografiche coglie alcuni degli aspetti delle iniziative delle ultime giornate: riguardano la distribuzione di presìdi sanitari, la consegna di libri scolastici, di buoni spesa, di aiuti alimentari, di medicinali.

Per tutto il periodo dell’emergenza ha funzionato il trasporto sociale per le persone in difficoltà, la notifica ai pazienti Covid-19 del protocollo per la raccolta differenziata dei rifiuti, la consegna a domicilio di aiuti alimentari e medicinali per anziani ed invalidi gravi.

Questo il range di una società che si è data regole certe in termini di assistenza e di un comune che investe circa 500 mila euro all’anno per i servizi sociali, pari a circa 125 euro a persona.

Dalla relazione al bilancio, approvato nella recente seduta del Consiglio Comunale, convocato in teleconferenza, emerge che è la voce di spesa piú rilevante dopo la scheda degli interventi nel campo dei lavori pubblici.

Quando a livello zonale si è posto il problema di una risposta all’allerta sociale per i problemi degli anziani e dell’utenza fragile, Bozzolo era già partito da diversi giorni con il servizio, con tanto di numero telefonico.

Lo stesso dicasi per l’aiuto psicologico a distanza, per l’allerta sulla situazione nelle case di riposo e per la raccolta di risorse per intervenire economicamente sulle famiglie o per sostenere la sanità, come il fondo di oltre 23 mila euro per il nostro ospedale oppure per la stessa predisposizione dei buoni spesa.

Con orgoglio Bozzolo può vantare un’organizzazione sociale forte e radicata, dotata da tempo di strumenti e di reti solidali significative, alimentate da uno stuolo di volontari e, a livello giovanile, dalla presenza costante della leva civica.

Parlare di questo nel giorno di Pasqua rappresenta un doveroso tributo della comunità ad un lavoro che si sviluppa tutto l’anno.

Ma che si può cogliere meglio proprio nei momenti in cui è più forte l’esigenza di una risposta come in questo frangente collegato all’emergenza.

Fin dall’inizio della pandemia è stata avvertita la necessità di una risposta non convenzionale alle ataviche lacune della macchina pubblica.

L’Italia e la stessa Lombardia sono giunte ad affrontare l’emergenza con gravi ritardi organizzativi. Non è questione di polemica politica quanto una semplice constatazione.

Per colmare questi buchi e per superare la rigidità di modelli solo teorici è stato giocoforza creare un coordinamento dei comuni per la raccolta di presìdi sanitari o DPI mancanti sull’intera rete.

L’esperienza di Curtatone, che ha visto l’impegno allo spasimo del sindaco Carlo Bottani, è parsa a tutti la necessaria risposta che, superando ritardi e blocchi burocratici inauditi, è riuscita a dotare di un minimo di forniture sanitarie.

È ancora lontana l’uscita dall’emergenza: il modulo flessibile e trasversale va assunto come modello organizzativo perché un ombrello non vale per una pioggia sola.

Ancora di più si dimostra come, ormai, il modello organizzativo debba allargarsi sempre più alla società ed alle sue risorse filantropiche.

Se la legge quadro sul volontariato è una risposta di sistema alla crescita di risorse preziose locali ed alla loro messa in rete è altrettanto vero che, in futuro, il modello flessibile di raccordo degli Enti Locali, sarà la risposta anche per il post emergenza.

Lunedì sera ringrazieremo davanti all’ospedale di Bozzolo tutti gli operatori sanitari per la loro abnegazione. Con loro ricordiamoci anche delle nostre strutture flessibili dei volontari e delle intelligenze degli amministratori”.

redazione@oglioponews.it

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