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Dal Carlo Poma Rino
Frizzelli invita alla calma,
anche quando si è 'guariti'

L’invito pertanto alla prudenza nel definire la reale guarigione, prima ancora che clinica e virologica, nel continuare a mantenere un comportamento tale “come se si fosse ancora portatori sani del virus”

Da giorni e giorni ormai assistiamo alla proiezione di numeri e cifre nell’intento di comprendere la successione degli eventi catastrofici che il coronavirus-19 sta producendo sul pianeta Terra.

E improvvisamente abbiamo assistito, al pari di critici eventi economici, allo sbocciare di un’infinità di Esperti: virologici, epidemiologi, scienziati, ricercatori (forse troppi), che si sono prodigati a fornire consigli su consigli, tante volte utili ma talora confondenti.

A noi clinici è parso di trovarci in una Babele di informazioni, di consigli anche da parte di coloro che mai hanno visto un malato o mai hanno messo piede in una corsia di ospedale, specie di questi tempi dove il rischio di infettarsi è elevato, a differenza di centinaia di Operatori sanitari che come i miei Collaboratori ogni giorno sanno in che condizioni entrano in Reparto ma non sanno come ne usciranno.

Fra i tanti numeri esplosivi che la cronaca riporta si cerca, giustamente, di rincuorare la Popolazione compensando i numeri negativi con i positivi , dimessi e/o guariti.

E’ bene tuttavia precisare, per non illudere, che la guarigione va distinta in clinica e virologica; purtroppo la guarigione clinica presume la sola risoluzione dei sintomi ma non la liberazione dal virus; la guarigione virologica dichiara la negatività su tampone del covid 19, ma la sensibilità del test non va oltre il 65%.

Pertanto, anche nella guarigione virologica non è detto che vi sia l’abbandono completo dal coronavirus.

Del resto ipotizzare la completa detersione dal coronavirus di taluni quadri radiologici polmonari ancora in fase addensativa seppure con guarigione virologica potrebbe risultare errata e la storia della biologia tubercolare polmonare avrebbe dovuto insegnarcelo.

L’invito pertanto alla prudenza nel definire la reale guarigione, prima ancora che clinica e virologica, nel continuare a mantenere un comportamento tale “come se si fosse ancora portatori sani del virus” nell’attesa che ulteriori supporti diagnostici e terapeutici riescano a soddisfare le incertezze e le approssimazioni delle nostre terapie e degli strumenti diagnostici di cui disponiamo.

Anche per evitare, nella Babele dei numeri e degli esperti, di ricadere nella fossa del Covid n-19.

Dott.Rino Frizzelli
Specialista in cardiologia e in malattie app. respiratorio
Direttore Medicina Interna
Ospedale C.Poma

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