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Da Casalmaggiore un'idea per non perdere la faccia: mascherine sicure ma trasparenti. "Ritroviamo il sorriso"

"Questo virus ci ha distanziati e ha anche rubato la nostra identità, quindi ho pensato a una mascherina innovativa, che si calza come un paio di occhiali con doppia protezione in policarbonato Makrolon, valido per le protezioni mediche distanziate, con microforature asimmentriche, per non far passare particelle e con la possibilità di inserire un filtro ulteriore".

CASALMAGGIORE – Non perdiamo la faccia. La proposta arriva da Casalmaggiore, da Zelindo Madesani per la precisione, albergatore e proprietario del Luna Residence, che in passato aveva lanciato la proposta di voucher con scontistica da pagare in anticipo per dare liquidità ai commercianti chiusi a causa dell’emergenza sanitaria (idea poi ripresa anche a livello nazionale). Stavolta Madesani, riconoscendo l’esigenza di portare la mascherina obbligatoriamente per i prossimi mesi, dunque anche con la fase 2, ha suggerito di realizzare modelli che consentano comunque di rendere riconoscibili le persone. Una sorta di invito a restare umani.

“Questa è una idea da sviluppare – spiega Madesani – per riappropriarci della nostra faccia. Qualche giorno fa ero in fila al supermercato e mi sono accorto di non aver riconosciuto alcune persone, dato che queste avevano il viso coperto da mascherine: questo virus ci ha distanziati e ha anche rubato la nostra identità, quindi ho pensato a una mascherina innovativa, che si calza come un paio di occhiali con doppia protezione in policarbonato Makrolon, valido per le protezioni mediche distanziate, con microforature asimmetriche, per non far passare particelle e con la possibilità di inserire un filtro ulteriore, qualora vi fosse bisogno di una maggiore filtrazione”.

Madesani ha già coinvolto due professionisti del Casalasco e del Cremonese, invitandoli a prendere coscienza della proposta. Da un lato l’ingegnere Samuele Lini di Vicobellignano, del quale già si era parlato per i connettori alle maschere da snorkeling della Decathlon, dall’altro la ditta Maro Group di Bonemerse, entrambi già operanti in questo campo. “Dato che dovremo convivere con questo virus per un po’ di tempo, e siamo anche vicini all’estate, questo può diventare – spiega Madesani – uno strumento da poter riutilizzare, che ci ridia il sorriso agile e leggero. Perché un bel sorriso aiuta”.

Non solo: c’è chi suggerisce che mascherine di questo tipo, con la parte coprente che rimane trasparente, potrebbero risultare utili alle forze dell’ordine per il riconoscimento delle persone, assolvendo dunque pure una funzione collegata alla sicurezza. Due obiettivi in uno, con un’unica controindicazione, ossia il prezzo, che però secondo Madesani si può contenere entro i 20 euro. Tenendo conto che si tratterebbe di un prodotto igienizzabile e riutilizzabile, una spesa alla portata. Peraltro prototipi di mascherine trasparenti sono già in produzione, in questo caso per assolvere ad un compito che non è più soltanto estetico, ma molto importante: si tratta infatti di strumenti quasi indispensabili per i sordomuti, che dunque hanno necessità di leggere il labiale.

G.G.

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