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Oglio Po, Annamaria Piccinelli
(CNC): "Rossi, bene le
parole, ora seguano i fatti"

"Accogliere qui parte delle urgenze di Cremona e dei malati oncologici comporta un netto potenziamento di molti reparti, specie quelli che ruotano attorno alle varie chirurgie (uno dei motori di un ospedale)".

VICOMOSCANO – Apprezzamento per le parole del direttore generale Giuseppe Rossi per quel che riguarda Oglio Po. Con l’invito ora a proseguire sulla strada preannunciata dando seguito alle parole. Oglio Po Covid free significa principalmente potenziare gli altri reparti. Già questo autunno, con il Poas, si potrà vedere quanto, alle parole corrispondano poi i fatti. A parlare è Annamaria Piccinelli, membro di CNC e referente del gruppo a difesa dell’Ospedale Oglio Po.

L’Ospedale Oglio Po – spiega Annamaria Piccinelli – sarà totalmente Covid free, parola del direttore generale Giuseppe Rossi. E’ una dichiarazione sorprendente, a cui CNC ha rivolto subito molta attenzione. CNC ormai da tempo tiene un filo diretto con il personale dell’ospedale: l’ultimo grande pericolo lo avevamo intravisto con la possibile riduzione del Pronto soccorso e la paralisi ormai quadriennale dell’Ambito, cose di cui abbiamo chiesto direttamente all’Assessore regionale Giulio Gallera che abbiamo voluto qui a Gennaio, ottenendone rassicurazioni.

La politica sempre deve mettersi in ascolto di chi è dentro alle realtà e oggi più che mai deve alzare il telefono e periodicamente sentire chi è in prima linea, capirne le difficoltà e le esigenze per poter poi fare proposte sensate. E proprio in questi giorni stavamo raccogliendo testimonianze che spesso hanno dell’incredibile e di cui daremo conto (non ci sono dati ufficiali, ma voci di corridoio parlano di un 70% di contagiati tra il personale e questo la dice lunga su tante cose), ma nel frattempo siamo stati colti dalle parole estremamente interessanti del vertice aziendale che abbiamo subito voluto approfondire.

Proprio parlando con il personale, stava emergendo forte la richiesta di una riprogrammazione per poter affrontare le conseguenze anche posteriori dell’epidemia sulla popolazione e soprattutto la nuova ondata prevista in autunno, ma le parole del Direttore danno un nuovo senso a queste istanze.

L’Oglio Po Covid free (letteralmente libero da Covid, ossia ospedale che in futuro non si occuperà più di malati Covid, ma delle altre patologie) è dichiarazione estremamente impegnativa e che, lo diciamo subito, se non è la solita sconclusionata boutade, a cui, ahinoi, altri ci hanno abituati, e invece verrà mantenuta, ci vedrebbe favorevoli.

Dicevamo è dichiarazione molto impegnativa per tre ordini di ragioni. Banalmente va contro la delibera della Giunta regionale XI 2906 – 8 marzo 2020 che dichiara la ASST di Cremona e quindi anche l’Oglio Po, sostanzialmente dedicata al Covid, per cui sono stati chiusi e convertiti molti reparti e dirottate altrove le urgenze di altra natura. E ben venga, sia chiaro, che vada contro quella scelta perché, tra le tante dettate dall’impreparazione all’evento, si è rivelata sbagliata in quanto ha paralizzato gli ospedali e soprattutto li ha resi micidiali focolai di infezione.

La seconda ragione è che allo stato attuale gli strumenti diagnostici non sono ancora sufficienti: il test veloce ha una sicurezza solo del 63%, mentre il test sicuro impiega qualche giorno, quindi come fare a essere certi che un paziente non sia infetto e quindi mantenere l’ospedale Covid free? E anche qui sia chiaro ancora, questi dubbi non vogliono frenare una svolta che ci sembra vada nella direzione corretta, ma appunto trovare il modo per renderla concreta (accogliere solo i pazienti sicuri? Altro?).

E veniamo a quelle che dovrebbero essere le conseguenze logiche di questo nuovo scenario e che vanno nella direzione sempre sostenuta dai comitati cittadini e da CNC, ossia un deciso potenziamento del nostro ospedale. Eh sì, perché accogliere qui parte delle urgenze di Cremona e dei malati oncologici comporta un netto potenziamento di molti reparti, specie quelli che ruotano attorno alle varie chirurgie (uno dei motori di un ospedale) ossia Anestesia e terapia intensiva, Radiologia, Endoscopia digestiva, Urologia ecc. insomma quella medicina dei servizi che deve essere al primo posto nelle programmazioni e, fondamentale, il servizio di Pronto soccorso (un ospedale potenziato ci fa anche sperare nel recupero, un giorno, di ciò che è stato chiuso, ma per ora rimaniamo con i piedi per terra).

E’ evidente che le dichiarazioni del Direttore generale potranno essere credibili se finalmente ritroveremo questi potenziamenti, scritti nero su bianco, nel Poas (Piano di organizzazione aziendale strategico) che uscirà presumibilmente in autunno. Concludiamo con l’invito a un modus operandi, quello che abbiamo fatto votare durante il consiglio straordinario di Casalmaggiore in gennaio e che il nuovo direttore generale in quell’occasione ci ha dichiarato essere vicino alle sue corde, ossia dell’ascolto e reale collaborazione con chi opera in prima linea, a differenza della vitrea impermeabilità di molti dirigenti concentrati esclusivamente sulla propria carriera.

Le dichiarazioni di Giuseppe Rossi e gli incontri operativi previsti per la prossima settimana vogliamo credere siano il frutto di un nuovo atteggiamento manageriale e della presa d’atto, finalmente, del ruolo fondamentale dell’Oglio Po, le cui conseguenze noi di CNC le attendiamo al varco, ufficializzate nel suddetto Poas“.

N.C.

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