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Perquisizioni nelle Rsa:
ecco dove sono stati Nas
e Finanza a Cr e provincia

“I fatti da esaminare – aveva spiegato il procuratore – sono quelli legati alle responsabilità colpose sui decessi, che sono stati in misura straordinaria ed eccezionale. Bisognerà andare a capire qualcosa di più su questi decessi, ovviamente tenendo bene in considerazione il particolare momento che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo".

E’ in pieno svolgimento l’indagine aperta dalla procura di Cremona in relazione alle morti per sospetto Covid degli ospiti anziani avvenute in questi mesi in piena emergenza Coronavirus. Oggi sono state perquisite 4 Rsa, con l’acquisizione di carte e documenti. Si tratta di Cremona Solidale, Cingia dè Botti, Sospiro e Casalbuttano, strutture dove le morti sono state circa 300, un numero  impressionante. Domani Nas e finanzieri saranno in altre quattro case di riposo del cremonese. Per ora il fascicolo è a carico di ignoti e le ipotesi di accusa sono quelle di epidemia colposa e omicidio colposo. Su delega dell’ufficio guidato da procuratore di Cremona Roberto Pellicano, Nas e Fiamme Gialle stanno raccogliendo la documentazione nelle strutture finite nel mirino della magistratura in seguito agli esposti e alle segnalazioni. Oltre a cartelle cliniche, mail e altri documenti, agli investigatori è stato consegnato anche il Fasas, il fascicolo socio assistenziale e sanitario di ciascun anziano e che potrebbe dare molte informazioni utili per gli accertamenti. Qualche giorno fa invece Ats, che collabora con la magistratura, ha consegnato il materiale che riguarda i carteggi interni con Regione Lombardia ma anche i dati statistici sui decessi e comunicati dalle stesse Rsa.

L’indagine sulle morti sospette nelle Rsa e negli ospedali era stata illustrata lo scorso 15 aprile dallo stesso procuratore Pellicano che per le varie inchieste connesse al Coronavirus si sta avvalendo di un pool di quattro pm: Lisa Saccaro, Ilaria Prette, Milda Milli e Davide Rocco, due esperti di colpe mediche e sicurezza sul lavoro e altrettanti specializzati in reati economico-finanziari. “I fatti da esaminare – aveva spiegato il procuratore –  sono quelli legati alle responsabilità colpose sui decessi, che sono stati in misura straordinaria ed eccezionale. Bisognerà andare a capire qualcosa di più su questi decessi, ovviamente tenendo bene in considerazione il particolare momento che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo. Se anche fosse difficile individuare specifiche responsabilità di natura penale, ciononostante sarebbe assolutamente necessario lavorare per capire che cosa è successo. La gente ha diritto di saperlo. E’ uno dei passi verso il ritorno a una normalità: riuscire a dare una spiegazione a un fenomeno che a tutt’oggi è abbastanza inspiegabile”.

La Provincia di Cremona conta ben 30 rsa (residenze sanitario assistenziali), una delle concentrazioni più alte in Regione. 118 i deceduti nelle tre palazzine di Rsa di Cremona Solidale, 93a  marzo e 25 ad aprile, secondo i dati comunicati nella commissione comunale del 1 maggio scorso dal direttore Emilio Tanzi. Per far fronte all’emergenza sono stati spesi 220 mila euro per l’acquisto di mascherine, camici ed altri DPI. Presso la Fondazione Sospiro, a marzo ci sono stati 29 decessi in rsa e 12 nella residenza per disabili.

Sara Pizzorni

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