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Parco di via Italia, mellifere
fresate. Da una distrazione nasce
un piccolo segnale di speranza

Si è trattato probabilmente solo di sbadataggine umana.A cui a volte - e come in questo caso - forse vi si può porre rimedio. Con un po' di buona volontà e la collaborazione di tutti

CASALMAGGIORE – Un lungo filare di piante perenni, piante mellifere, adatte alla vita delle api. Ma non solo loro. Erano state messe a terra, il 30 maggio del 2019, dalla Quinta B e da un gruppo della Quinta A dell’istituto Marconi, con l’ausilio dell’Apicoltore Eugenio Maltraversi e la consulenza dei ‘Giardini dell’Indaco’ di Cremona. 35 nuove essenze, piantate ai piedi della staccionata che separa il parco dalla strada. Achillea, Aster, Sedum, Rudbeckia, Lythium, Nepeta, alcune graminacee ornamentali, ognuna con una posizione assegnata rispetto a sviluppo e crescita.

I fiori e quelle piante avevano riempito un pomeriggio di tanti piccoli bimbi entusiasti, dei loro genitori, degli insegnanti e di un nonno. I fiori erano stati seguiti ed innaffiati anche dopo nonostante le difficoltà oggettive per poterle innaffiare (il punto acqua nonostante le richieste non è mai stato messo e chi le innaffiava si portava l’acqua da casa per non doverla prendere alla fontanella cento metri più avanti, con un ‘getto’ talmente piccolo da far perdere un’infinità di tempo). Le piante erano state finanziate nell’ambito del bando Chiarini. Gli stessi studenti infatti si erano aggiudicati il contributo economico con il progetto ‘Dalla tangenziale delle essenze al giardino dinamico’. (edizione 2018 2019 – secondo premio). Referente del progetto la professoressa Giusy Romano.

Erano piante perenni. Scelte in modo che le infiorescenze coprissero un periodo ‘lungo’ e dessero una mano alle api a produrre e riprodursi. Un progetto seguito dalla scuola ma sostenuto anche da alcuni residenti di via Baldesio che se ne sono presi cura. Come si prendono cura del parco di via Italia, probabilmente il parco più ben tenuto dell’area casalasca. Giostrine, il villaggio degli elfi che ha ripreso vita dopo essere stato portato via dal parco di via Corsica, il book crossing che l’anno scorso ha visto anche la Santa Federici farsi per un giorno alla settimana ‘gestore’ dell’area con tutte le attività legate alla cooperativa coordinata da Cristina Cirelli.

Qualche giorno fa gli addetti alla manutenzione del parco hanno fresato tutto. Delle piante non è restato nulla, se non forse le radici. Probabilmente non se ne sono resi neppure conto e nessuno aveva detto loro di porvi attenzione. Prima che il virus bastardo imponesse ai comuni le chiusure dei parchi pubblici Eugenio Maltraversi era andato a verificare la salute delle piante da fiori. Erano sane, avrebbero dovuto solo essere ripulite dall’erba infestante che vi era cresciuta nei pressi. Sino al 4 maggio però, con i parchi chiusi, era impossibile fare qualcosa. Si sarebbe fatta in questi giorni. Oramai però non serve più. di quelle 35 piante non c’è più nulla. Il prato però è tagliato bene, l’erba è stata domata.

La vicenda è stata subito rilanciata sui social dove è prevalso il rammarico. Si è trattato probabilmente solo di sbadataggine umana.A cui a volte – e come in questo caso – forse vi si può porre rimedio. Con un po’ di buona volontà e la collaborazione di tutti.

A prendersi a cuore la questione, principalmente la consigliera comunale di maggioranza Silvia Tei – che per lavoro si occupa anche di giardini – e Daniele Fortunati, che per hobby è abile falegname. Silvia Tei si è impegnata – personalmente – a ripristinare quello spazio ripagando lei le piante e Daniele Fortunati si è detto disponibile a realizzare una piccola staccionata in grado di isolare lo spazio dei fiori dal resto del giardino. Silvia Tei ha pure promesso che si sarebbe interessata di un’altra questione che resta in sospeso da un anno: portare nei pressi della staccionata e della casetta del book crossing un punto acqua che renda agevole l’innaffio. Anche un’altra residente della via, Chiara Mina, si è offerta per occuparsi dei semi di piante da fiori.

Tutto è bene, dunque, quel che termina bene. Invero il ripristino è appena iniziato (Silvia Tei è andata a verificare di persona la situazione), ma premiamo la buona volontà di chi si è reso personalmente disponibile a rimettere in sesto tutto. Una speranza c’è. E in un tempo sovrastato dall’incertezza è un piccolo segnale positivo di cui prendiamo atto.

Nazzareno Condina

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