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Clamorosa svolta
di COPAGRI che ora
invoca le quote-latte

Evidentemente se n’è accorta anche Copagri che un mese fa sbeffeggiava l’invito di Coldiretti ai propri associati per un contenimento del 3% delle produzioni e che oggi, invece, chiede che una misura di contenimento produttivo venga adottata

E chi glielo spiega adesso a Roberto Cavaliere che oggi a Casalbuttano sta protestando proprio a favore delle quote-latte? Già, perché Cavaliere – che oggi è presidente di Copagri Lombardia – fino a ieri è stato il leader dei Cobas del latte, del movimento di allevatori che chiedeva di poter produrre senza vincoli produttivi, in nome di quella libertà d’impresa che da sola avrebbe consentito di superare le crisi di mercato.

Purtroppo non è così, anche perché per modificare le proprie produzioni un allevatore deve programmare, investire e gestire bene la propria stalla. Non è come aprire o chiudere un rubinetto a seconda di come va il mercato.

Evidentemente se n’è accorta anche Copagri che un mese fa sbeffeggiava l’invito di Coldiretti ai propri associati per un contenimento del 3% delle produzioni e che oggi, invece, chiede che una misura di contenimento produttivo venga adottata a livello europeo come strumento per la gestione della crisi.

“Lasciamo perdere le giravolte di Cavaliere – commenta Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Cremona e Lombardia – perché il problema è serio. Non c’è una situazione di mercato che giustifichi una picchiata nei prezzi del latte come quella che unilateralmente viene imposta da alcuni caseifici, nonostante gli obblighi di legge e senza rispettare i contratti sottoscritti.

Per le produzioni lattiero-casearie la contrazione dell’export e la chiusura dei canali HORECA trova ampia compensazione nell’aumento delle quantità e dei prezzi sugli scaffali della grande distribuzione. Oltretutto, visto che la produzione interna non riesce a coprire la domanda dell’industria nazionale, basterebbe limitare le importazioni dall’estero per contribuire a sostenere le filiere e valorizzare il Made in Italy. Se questo non accade, le responsabilità vanno ricercate dentro l’agroalimentare stesso. I comportamenti “opportunistici” di alcuni soggetti hanno aperto una nuova stagione di speculazioni mentre sarebbe necessario un “patto di responsabilità” tra i componenti della filiera del latte, come ha detto bene qualche giorno fa il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio.

Mi aspetto che con grande senso di responsabilità – conclude Voltini – i rappresentanti della filiera che partecipano alle contrattazioni nella borsa merci di Milano-Lodi non si facciano prendere dal panico e sostengano le quotazioni, senza anticipare o amplificare riduzioni di prezzo che ancora non ci sono. Questo sì, sarebbe decisamente più utile di sterili proteste”.

redazione@oglioponews.it

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