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Gussola, il sindaco Belli Franzini:
"Ripartenza coinvolga i comuni
E i finanziamenti seguano criteri nuovi"

“Non si faccia l’errore - conclude il primo cittadino di Gussola, inserito anche nei quadri di Anci - di andare solo verso l’assistenzialismo, si rischia troppe volte di far arrivare risorse ai così detti furbi e non a chi reale necessità. E questo non è corretto, serve un reale piano di sviluppo e di rilancio".

GUSSOLA – Rimettere al centro gli enti locali, quelli più piccoli e più legati al territorio, i comuni per capirsi, che meglio e da più vicino conoscono la realtà. Farlo adesso, il prima possibile, per favorire la fase del rilancio post Coronavirus. A suggerirlo è Stefano Belli Franzini, sindaco di Gussola, comune del casalasco di 2700 abitanti. “Avanzo una proposta agli enti sovraordinati – spiega Belli Franzini – ossia quella che per la distribuzione di finanziamenti, come ad esempio quelli assegnati da Regione Lombardia che sicuramente fanno bene al territorio ed al rilancio di alcune attività, si valutino in futuro seguendo come criteri principali la dimensione territoriale, il numero dei residenti, i servizi erogati e si premi chi è in Unione e chi ha fatto un percorso di Fusione”.

“Questi criteri – aggiunge Belli Franzini – credo debbano essere alla base delle scelte future, in quanto i costi di gestione di un ente, sono proprio riferiti ai parametri citati. Non si possono paragonare i costi di gestione di un ente che ha 40 residenti, rispetto semplicemente a chi ha scuole, asili nido, impianti sportivi e tanti altri servizi. Non si può sempre e solo limitarsi al numero dei residenti, e non si può nemmeno continuar a sentire la massima che i comuni devono essere di almeno 10.000 abitanti ecc.. quest’ultima soprattutto detta da chi non ha mai amministrato! Perché? Perché bisogna valutare molti aspetti: la conformazione di un territorio, le distanze, il personale, i servizi, e tanto altro. Sono più che favorevole alle fusioni, fatte però con criterio e che queste poi siano gestibili, per non trovarsi poi con territori di serie A o serie B all’interno dello stesso comune”.

“La fase di rilancio di questo paese – prosegue il sindaco gussolese – deve passare a mio avviso anche da questo, da una rimodulazione delle risorse in base a questi criteri, oppure per progetti territoriali che possano essere volano o sviluppo di tutto il territorio. Una richiesta importante che avanzo per gestire questa crisi, è quello di coinvolgere i comuni, per l’elargizione delle risorse e soprattutto per progetti di rilancio territoriale. Con questo intendo dire chiaramente che le risorse devono essere date ai Sindaci, in quanto questi conoscono le aziende sui propri territori, i commercianti, conoscono le necessità e le esigenze, le mancanze e soprattutto possono avviare con progetti, cantieri ed interventi, quindi un vero e proprio movimento economico su reali necessità della popolazione”

“Non si faccia l’errore – conclude il primo cittadino di Gussola, inserito anche nei quadri di Anci – di andare solo verso l’assistenzialismo, si rischia troppe volte di far arrivare risorse ai così detti furbi e non a chi reale necessità. E questo non è corretto, serve un reale piano di sviluppo e di rilancio ed a mio avviso deve essere fortemente fatto attraverso le amministrazioni locali. Vi sono necessità sotto l’aspetto ambientale, dell’efficientamento energetico, della rigenerazione urbana, della realizzazione di infrastrutture digitali, di una mobilità sostenibile e tanto altro, può essere questa l’occasione per rilanciare veramente le nostre comunità ed anche la nostra economia”.

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