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Addio a Mino Enrichetti
in Duomo, un uomo che
amava infinitamente la vita

Grande appassionato di arte aveva trasformato il suo appartamento in una specie di fantastico museo straripante di oggetti e libri preziosissimi

CASALMAGGIORE – C’erano più delle 15 persone indicate dalle note disposizioni governative per la celebrazione del funerale di Giacomo Enrichetti questa mattina in Duomo a Casalmaggiore. D’altronde Mino, come lo chiamavano tutti, era troppo conosciuto per impedire alle persone di manifestare un atteggiamento di vicinanza ai congiunti in un momento di così drastico e forte distacco.

E anche il parroco don Claudio Rubagotti ha permesso alle persone in attesa sul sagrato di entrare tutti rispettando ovviamente le distanze di sicurezza. Commossi e addolorati la sorella con i due figli di Mino oltre agli amici, conoscenti e compagni di merenda dello scomparso.

Mino Enrichetti era apprezzato per le grandi doti commerciali, un persuasore affermato ed un venditore riconciuto a livello mondiale. Ma una volta appesa la giacca e la cravatta nell’armadio si trasformava in un grande affabulatore per la compagnia di amici con i quali si intratteneva giocando a carte sotto la Galleria o all’Eridanea. Indimenticabili le escursioni al lago di Garda o in montagna per le sciate sulle pendici delle Dolomiti.

Grande appassionato di arte aveva trasformato il suo appartamento in una specie di fantastico museo straripante di oggetti e libri preziosissimi.

“Quando nasciamo contemporaneamente moriamo e quando si muore nello stesso momento si rinasce a nuova vita” ha detto il sacerdote tra le altre cose ricordando come l’anima di Mino è già in cielo magari a intavolare nuove amicizie con gli angeli.

Ros Pis

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