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Spostamenti tra residenti in
comuni confinanti: anche
Bongiovanni scrive a Fontana

Mentre tra Veneto ed Emilia e tra Emilia e Toscana, l’accordo tra regioni c’è e dunque il passaggio è consentito, il liberi tutti dalle nostre parti ancora si fa attendere. Da qui ecco la decisione di scrivere al governatore lombardo.

L’Emilia Romagna apre ai frontalieri del Po, che possono varcare il confine regionale anche senza bisogno di urgenze come motivi di lavoro o salute, ma la Lombardia per il momento dice no e dunque la situazione nella nostra zona non muta. Almeno per adesso: detto che il 3 giugno non è lontanissimo, ed è questa la data in cui i transiti interregionali dovrebbero essere consentiti senza alcun problema, alcuni sindaci si stanno muovendo per ottenere un accordo. Ma quest’ultimo deve arrivare prima di tutto dalla Regione Lombardia e poi dalle singole Prefetture. Non c’è solo il caso del ponte del capoluogo di provincia Cremona con Castelvetro Piacentino. Nell’occhio del ciclone finiscono anche il ponte di San Daniele Po e di Casalmaggiore, che confinano con Parma e, per quel che concerne il comprensorio Oglio Po, i ponti di Viadana e Dosolo, sempre sul Po e che si affacciano alla provincia di Reggio Emilia.

Il sindaco di San Daniele Davide Persico ha rivelato di avere ricevuto in mattinata una decina di telefonate da parte di persone che volevano capire se fosse possibile attraversare il ponte. Da parte sua il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e quello di Dosolo Pietro Bortolotti spiegano che in realtà tale passaggio non è ancora possibile. “Occorre il sì delle due Regioni – spiega Bongiovanni – e al momento nessun documento riporta questo permesso: credo sia una decisione legata ai dati sanitari lombardi che sono stati più pesanti per il Coronavirus rispetto a quelli emiliani o veneti”. Bortolotti aggiunge che “ci si è mossi nei giorni scorsi, parlando con le Prefetture, e continueremo a farlo per avere aperture, ma al momento serve pazienza e credo servirà qualche giorno per avere un eventuale nulla osta. Forse non servirà aspettare il 3 giugno, ma ad oggi sui ponti lombardo-emiliani non si passa se non per motivi validi”. “Per farla breve e fare un esempio concreto – ha poi aggiunto Bongiovanni – se fermano un emiliano qui nella nostra zona e questi non ha un valido motivo di salute, lavoro oppure urgenza, prende la multa”.

Fa eccezione il ponte Viadana-Boretto, ma pure qui la casistica è ristretta: si può attraversare il ponte o per portare i bambini dai nonni, nel caso in cui i due genitori siano lavoratori, oppure per assistere un parente in non buone condizioni di salute. Discorso che vale, trattandosi sempre di Prefetture di Mantova e Reggio Emilia, anche per il ponte Dosolo-Guastalla. Di fatto due interpretazioni differenti e meno stringenti dei motivi di lavoro e di salute, dovendo però altresì aggiungere che la Prefettura di Mantova, nelle ultime ore, sembra averci ripensato, esprimendo la volontà di ritirare queste due concessioni. Insomma, la confusione non manca e comunque, mentre tra Veneto ed Emilia e tra Emilia e Toscana, l’accordo tra regioni c’è e dunque il passaggio è consentito, il liberi tutti dalle nostre parti ancora si fa attendere.

Per questo, dopo i colloqui tra il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e il sindaco di Castelvetro Piacentino Luca Giovanni Quintavalla, e tra il Sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni con il collega di Sorbolo Mezzani Nicola Cesari, i sindaci di Cremona e Casalmaggiore hanno inviato una lettera al presidente Attilio Fontana nella quale si chiede un intervento da parte di Regione Lombardia analogo a quello fatto da Regione Emilia, come previsto al punto 3 del Decreto del Presidente della Regione Emilia-Romagna n. 82 del 17/5/2020, in modo da consentire lo spostamento dei cittadini residenti nei Comuni confinanti ma situati in Regioni diverse. Il punto 3 del Decreto del Presidente Stefano Bonaccini è che “a decorrere dal 18 maggio, previa comunicazione congiunta da parte dei Presidenti delle Regioni, dei Presidenti delle Province o dei Sindaci dei Comuni tra loro confinanti ai Prefetti competenti, è ammesso lo spostamento anche al di fuori della Regione Emilia-Romagna, nei limiti della provincia o del comune confinante, da parte di residenti in province o comuni collocati a confine tra Emilia-Romagna e altre Regioni”. Comuni confinanti, dunque, anche se in regioni differenti, ma assolutamente non oltre: come a dire, non siamo ancora al liberi tutti.

LEGGI LA LETTERA DI GALIMBERTI E BONGIOVANNI A FONTANA

Giovanni Gardani

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