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Giocainbici si allena
E il Cremona Circuit diventa
il regno dei baby ciclisti

L’unico modo, stante il gran numero di atleti di ogni età, per non contravvenire alle regole imposte dalla Federazione in tempi di Coronavirus. Sull’argine maestro, prezioso ma stavolta troppo stretto e limitato, questo non sarebbe stato possibile. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

SAN MARTINO DEL LAGO – Là dove solitamente sfrecciano i bolidi a due o quattro ruote, giovedì alle 18.15 si son ritrovati i ciclisti. Non è una rivoluzione “green” per il Cremona Circuit di San Martino del Lago, dedicato ad Angelo Bergamonti, ma una bella collaborazione tra Giocainbici Oglio Po, società di settore giovanile del ciclismo e Alessandro Canevarolo, che gestisce da sempre il circuito casalasco. “Alessandro ha capito le nostre esigenze e ha impiegato un attimo a dirci di sì” lo ringrazia pubblicamente Barbara Bodini, che assieme al marito Maurizio Vezzosi e agli altri allenatori Ivano Geroldi, Giuseppe Bolzoni, Daniele Chiarini e, novità assoluta per i pistard, Elena Bissolati, già azzurra e originaria di San Giovanni in Croce, hanno guidato la speciale seduta. Che non resterà isolata, peraltro.

Una quarantina gli atleti, scaglionati in varie fasce di età, almeno per la prima sessione, in attesa dell’arrivo dei più grandicelli un po’ più tardi, per non creare gruppi troppo numerosi. I genitori accompagnano fino alla zona gialla, poi ecco la prima separazione: mamme e papà alla fine osservano tutto dalla tribuna dall’alto. Ai box gli spazi sono distanziati con un seggiolino per ciascun atleta per cambiarsi, così come le biciclette – alcune da strada altre da pista – con applicato il nome dell’atleta.

L’unico mezzo a motore autorizzato ad accedere, per un circuito abituato ai bolidi, è stavolta quello adibito allo scarico delle biciclette, più un’altra auto degli organizzatori. Le ultime indicazioni pratiche sulle distanze da tenere, e via in zona verde dove si può fare allenamento e togliere la mascherina. Il controllo alla partenza del rispetto delle distanze per un allenamento “sui generis” ma efficace. L’unico modo, stante il gran numero di atleti di ogni età, per non contravvenire alle regole imposte dalla Federazione in tempi di Coronavirus. Sull’argine maestro, prezioso ma stavolta troppo stretto e limitato, questo non sarebbe stato possibile.

G.G.

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