Commenta

Tangenti sanità: dopo il rinvio
per Covid, a luglio la sentenza
del processo Formigoni

Al centro dell’inchiesta cremonese, l’apparecchiatura oncologica ‘Vero’, venduta nel 2011 all’ospedale di Cremona dall’imprenditore catanese Giuseppe Lo Presti, titolare della Hermex Italia, per la cifra di otto milioni di euro.

E’ stata fissata al prossimo 14 luglio la data della sentenza a carico di Roberto Formigoni, l’ex governatore della Lombardia accusato di corruzione e turbativa d’asta su un presunto giro di tangenti nella sanità. I giudici emetterano sentenza anche nei confronti degli altri due imputati del processo cremonese, e cioè l’ex direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani e l’ex direttore generale dell’assessorato alla Sanità Carlo Lucchina, quest’ultimo solo per abuso d’ufficio. Lo scorso 11 febbraio tutti gli imputati si erano difesi, dopodichè  la sentenza era stata fissata al successivo 31 marzo. L’aggravarsi dell’emergenza sanitaria, però, ha fatto saltare il processo, ora aggiornato a luglio.

Al centro dell’inchiesta cremonese, l’apparecchiatura oncologica ‘Vero’, venduta nel 2011 all’ospedale di Cremona dall’imprenditore catanese Giuseppe Lo Presti, titolare della Hermex Italia, per la cifra di otto milioni di euro. In aula Lo Presti aveva ammesso di aver versato una tangente di 427 mila euro all’ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi, collettore di mazzette (a suo carico c’è una condanna definitiva a 5 anni per corruzione) e amico di Formigoni, in cambio dello sblocco del finanziamento. L’obiettivo era quello garantire un trattamento preferenziale alla Hermex nelle gare per la fornitura di ‘Vero’. La somma era a pagamento di fatture emesse a favore della società di Guarischi. Quattro di queste, però, non entravano nell’ambito della consulenza di Guarischi, ed erano state emesse proprio in corrispondenza dei viaggi di Roberto Formigoni, che si sarebbe adoperato per sbloccare il finanziamento relativo alla vendita di ‘Vero’.

Dai conti correnti di Guarischi esaminati dagli inquirenti risulta il pagamento di alcuni viaggi di cui Formigoni aveva beneficiato tra il 2012 e il 2013. Si parla di viaggi su aerei privati o elicotteri, soggiorni di lusso in località turistiche come Oman, Sudafrica, Croazia, Sardegna, Saint Moritz, che l’ex governatore faceva assieme allo stesso Guarischi. Sarebbe stato proprio quest’ultimo, ex enfant prodige di Forza Italia, ad aver pagato le vacanze. In aula l’imprenditore Lo Presti aveva anche sostenuto di aver comprato con il suo denaro dei regali per conto di Guarischi all’allora direttore generale dell’ospedale di Cremona Simona Mariani: un orologio Bulgari pagato 1.770 euro e un bracciale ‘tennis’ 2.700 euro, entrambi regali per Natale del 2011 e del 2012.

“Non ho mai ricevuto denaro nè da Guarischi, nè da Lo Presti”, aveva detto Formigoni in aula. “Non ho mai fornito informazioni riservate, su atti tra l’altro pubblici, non ho mai influito su nulla, tutto si è sempre svolto alla luce del sole”. “Non ho mai ricevuto quei regali. Guarischi lo vedevo, se mi avesse voluto fare dei regali perchè avrebbe dovuto far fare da fattorino a Lo Presti?”, aveva sostenuto a sua volta l’ex dg Simona Mariani. Di procedura trasparente per l’acquisto di ‘Vero’ all’ospedale di Cremona aveva parlato Carlo Lucchina, per 10 anni direttore generale dell’assessorato alla sanità, lui accusato di abuso d’ufficio per aver esercitato pressioni su Gerolamo Corno, ex direttore generale dell’Istituto dei Tumori di Milano, per l’acquisto di ‘Vero’, poi non andato in porto.

Sara Pizzorni

Simona Mariani

© Riproduzione riservata
Commenti