Cronaca
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Andrea Devicenzi, l'iron man dalla grande anima: prossima sfida via Postumia

Nessun rimpianto dunque: solo la voglia di mettersi in cammino un'altra volta. In maniera più lenta e meditata, con la voglia di capire, di guardare e di vivere di sempre

MARTIGNANA PO – Nessun rimpianto, la vita cambia e cambiano prospettive ed orizzonti. E se si è determinati, determinati si resta. Se si ha cuore e forza d’animo quelli restano intatti perché – al pari dell’energia – possono solo cambiare forma, e non spegnersi. Prima di parlare della sfida è giusto accennare a quello che la precede. Andrea Devicenzi dice addio all’agonismo, e questa volta per sempre. Nessun rimpianto, nonostante la rinuncia alla possibilità di partecipare alle Olimpiadi (Andrea si stava preparando per tentare di strappare il pass olimpico con il kayak), ma solo nuove prospettive: “Ho ancora tante cose da fare e per far sport a livello professionistico serve tempo e poterne dedicare parecchio. Ho solo deciso di dire basta anche se poi allo sport e all’allenamento continuerò a dedicare tanto tempo. Sabato mi sono fatto 70 km in bici ed altrettanti ne ho fatti ieri”.

Rimarranno tante imprese portate a termine: primo amputato di gamba della storia a riuscirci, conquista i 5.602 metri del ‘Kardlung La’ in India, sulla strada carrozzabile piu? alta del Mondo, la Parigi Brest Parigi primo atleta amputato a terminarla, (1200 km partendo da una località nei pressi di Parigi fino a Brest, nella punta estrema della Bretagna, per poi farvi ritorno ripercorrendo più o meno la stessa strada a ritroso), la maglia della Nazionale di Paratriathlon nella quale raggiungera? le vette piu? alte del podio rappresentando la propria nazione per anni, i 2612 metri sino al Gavia affrontato per due volte di seguito nella stessa giornata (Pendenza Media?: ?7,8%, Lunghezza?: ?17,8 km, Pendenza Massima?: ?16%, Dislivello?: ?1.363 m), la dura salita dello Zoncolan (Pendenza Media?: ?11,5 %, Arrivo?: ?Monte Zoncolan 1.750 m slm, Pendenza Massima?: ?22 %, Dislivello?: ?1.210 m) con il ‘fratello maggiore’ Paolo Delporto, le Randonneé portate a termine, i 1.200 chilometri in 11 giorni dalla Capitale Lima a Cusco ed a piedi, sempre con le sue stampelle, in solitaria, l’Inka Trail per raggiungere il Machu Picchu. Sono imprese storiche (e sono solo alcune di quelle portate a termine), nessuno potrà cancellarle.

Cambia la vita, e cambiano le prospettive. Così come la volontà di dire addio all’agonismo è maturata nel periodo della diffusione del Covid19, anche l’impresa prossima è nata nello stesso tempo. Andrea percorrerà, in 42 tappe, i 900 km della via Postumia. Partenza da Grado il 23 agosto, arrivo a Genova dopo 56 giorni, il 17 ottobre. Tappe brevi, una 20ina di km di media, 14 giorni a ciclo continuo, una settimana di riposo, altri 14 giorni, un’altra settimana di stop e gli ultimi 14 giorni. E’ stata pensata nei minimi dettagli. Tenendo fede ad un assioma maturato dalla via di Francesco in poi: un viaggio non è solo un viaggio, ma un momento di conoscenza e di crescita interiore. Di conoscenza degli altri e di crescita personale.

La via Postumia non è stata una scelta casuale: “Volevo fare qualcosa per queste regioni così fortemente colpite dal virus. Visiteremo paesi, incontreremo gente, racconteremo storie, parleremo di cultura ed enogastronomia con video, interviste e foto. Sul percorso incontreremo tante realtà associative, da quelle legate alla disabilità a quelle legate ai malati oncologici. Incontreremo amministratori locali e personaggi. La scelta di fare tappe brevi ci dà l’opportunità di poter affrontare il cammino nella mattina e dedicare tutto il resto della giornata al posto in cui arriveremo. Naturalmente anche questa esperienza, come quella della via Francigena, è aperta a tutti quelli che vorranno, per una tappa o per l’intero percorso, divenire miei compagni di viaggio”.

A dargli una mano Andrea Vitiello (l’ideatore di ammappalitalia, uno dei siti più interessanti per gli amanti dei percorsi da fare a piedi) e Luca Rovelli (che si occuperà di video e videoediting e fotografia, fornendo un resoconto giornaliero per immagini all’impresa.

“Voglio che la gente riscopra questo paese meraviglioso, le sue tradizioni, i suoi costumi, i suoi piatti. E’ questo l’impegno che mi sono sentito di prendermi quando eravamo in difficoltà col virus. Quello di fare tutto quanto è nelle mie possibilità per promuovere la mia terra: passerò nelle 5 regioni tra le più colpite dal virus. Ma sono consapevole di una cosa: viviamo nel paese più bello del mondo. Sulla via Postumia ci sono 9 siti Unesco, tanti paesi meravigliosi. E tante storie da raccontare”.

Naturalmente, e per la prima volta, il tour toccherà vari centri del cremonese e del suo confine. Sabbioneta, la sua Martignana di Po, Gussola, Casalmaggiore, Soloarolo Rainerio, Cremona tra le altre. “Si in realtà Martignana è un po’ spostata, ma anche Grado non è sulla Postumia che parte da Aquileia. Qualche puntata fuori percorso l’abbiamo prevista, ed il paese in cui abito è uno di questi. Tutto il materiale che produrremo sarà gratuitamente disponibile sui miei canali youtube. C’è tantissima gente che mi segue e conto di entrare in contatto con altra gente ancora. Ringrazio infine tutti gli amici ed aziende che da anni mi sostengono in queste mie attività sportive e di sensibilizzazione; Parmovo, laDueDue, Quixa, Dama Abbigliamento, So.Pel.Otic., Popolis, AVIS Casalmaggiore e l’ANMIC Cremona.”. Naturalmente, oltre alle aziende citate, Andrea è alla ricerca di altri sponsor.

“E’ una gioia contribuire con la mia squadra alla ripartenza del mio Paese. Amo anche io come tante altre persone il mondo intero, ma ritengo in questo momento estremamente importante sostenere i nostri concittadini, le nostre imprese e le nostre attivita? commerciali. Impariamo a conoscere anche il nostro paese, invidiato da tutto il mondo, con la sua gente ed i luoghi che molte volte ci sfuggono a pochi chilometri di distanza”.

Nessun rimpianto dunque: solo la voglia di mettersi in cammino un’altra volta. In maniera più lenta e meditata, con la voglia di capire, di guardare e di vivere di sempre. A ben pensarci, agonismo o meno, c’è tutto il cuore di Andrea anche in questa ennesima grande sfida. Tutto il coraggio di chi è abituato a guardare avanti, da sempre.

N.C.

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