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L'enigma della Croce Inca, nuova
fatica letteraria di Stefano Ventura
(che potrebbe divenire trilogia)

Ventura descrive il suo libro come un grande enigma, che crea rimandi sia temporali, dall’impero Inca, appunto, dunque la civiltà precolombiana, fino ai giorni nostri; sia spaziali, dal lago Titicaca a Roma. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE/VIADANA – Una nuova fatica letteraria per Stefano Ventura, professore oggi in pensione e in passato al Sanfelice di Viadana e al Romani di Casalmaggiore; il primo volume interconnesso con un altro, sfruttando sempre il genere storico, quello che Ventura ha dimostrato di prediligere, come un vecchio amore ritrovato – come ha più volte avuto modo di confessare – al di là della professione. Si intitola “L’enigma della Croce Inca – La dea Luna e l’eclissi fatale” il nuovo romanzo, il sesto, di Ventura, edito per Armando Curcio Editore. E proprio l’editore romano ha chiesto a Ventura di dare un seguito a “Il Codice Inca”, uscito un paio di anni fa, creando così i presupposti per un secondo capitolo e, stante il finale aperto, magari anche per una trilogia.

Ventura descrive il suo libro come un grande enigma, che crea rimandi sia temporali, dall’impero Inca, appunto, dunque la civiltà precolombiana, fino ai giorni nostri; sia spaziali, dal lago Titicaca a Roma. Codici segreti, alla Dan Brown per capirsi, e risoluzioni da ricercare spesso nei dettagli, nei disegni, nei grafemi, anche in un ricamo. Per Ventura, dopo il successo della prima puntata, ecco dunque una nuova fatica, appena lanciata sul mercato, lo scorso 25 giugno. Per il professore di Casalmaggiore è peraltro, con quasi 300 pagine, pure il romanzo più lungo sin qui scritto. E dietro l’angolo, perché no?, la puntata numero tre è già stata probabilmente pensata…

G.G.

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