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La Santella di Sanguigna, frutto del senso religioso della famiglia Galafassi

"E pensa che sempre ci trovo un lumino acceso davanti, un fiore, o qualche soldino appoggiato sulla mensola da qualche bambino di passaggio in bicicletta"

CASALMAGGIORE/COLORNO – Le chiamano Santelle quelle semplici costruzioni in muratura sparse in campagna e tradizionalmente dedicate ai Santi. Un’edicola votiva la si incontra anche nella frazione di Sanguigna sotto il Comune di Colorno e ne si deve la realizzazione ad una famiglia di Casalmaggiore.

Bruno Galafassi, titolare di una affermata azienda di termoidraulica (e insieme alla moglie Angela impegnato collaboratore nella Parrocchia di S.Stefano) l’ha scoperta circa 12 anni fa transitando da quelle parti.

“Era semplicemente un manufatto utilizzato dal locale Consorzio di bonifica per regolare il flusso dell’acqua. Una paratoia che serviva a chiudere o aprire l’irrigazione. Siccome non veniva più utilizzata ho chiesto ai legittimi proprietari se potevo trasformarla in una Santella, dedicandola alla Madonna. La costruzione mi sembrava idonea e pareva fosse messa li proprio per questa destinazione”.

Bruno Galafassi l’ha così abbellita mettendoci delle piastrelle colorate per dare più luce, facendoci installare un serramento in ferro e vetro dietro cui appare una bella statua della Madonna.

“E pensa che sempre ci trovo un lumino acceso davanti, un fiore, o qualche soldino appoggiato sulla mensola da qualche bambino di passaggio in bicicletta”.

La famiglia Galafassi ne cura con passione, semplicità e religiosità l’estetica. Aggiungendovi oggi una vena di malinconia ricordando come l’edicola fosse stata benedetta dall’allora parroco del Duomo don Alberto Franzini, purtroppo recentemente scomparso.

Ros Pis

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