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Acque di Lombardia
per la ripartenza economica
e sociale del territorio

Al webinar hanno partecipato tutti i presidenti delle aziende idriche della Lombardia ed erano presenti anche Claudio Bodini e Alessandro Lanfranchi, rispettivamente Presidente e Amministratore delegato di Padania Acque.
Foto di repertorio

La rete Water Alliance – Acque di Lombardia come modello strategico di imprese  per la ripartenza economica e sociale post Covid-19 è stato il tema del webinar tenutosi mercoledì 8 luglio, che ha visto intervenire il Viceministro per lo Sviluppo Economico Stefano BuffagniAttilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia; Veronica Manfredi Direttore della sezione “Quality of Life” della Direzione Ambiente della Commissione Europea, Mauro Guerra, Presidente ANCI Lombardia; Marco Dettori, Presidente di ANCE (Milano Lodi Monza Brianza); Giuseppe Viola, Direttore Generale Confservizi Lombardia; il Vice Presidente di Utilitalia Filippo Brandolini e Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP e portavoce di Water Alliance-Acque di Lombardia. Al webinar hanno partecipato tutti i presidenti delle aziende idriche della Lombardia ed erano presenti anche Claudio Bodini e Alessandro Lanfranchi, rispettivamente Presidente e Amministratore delegato di Padania Acque.

Water Alliance, è la prima rete di imprese delle aziende idriche “in house” italiana, nata nel 2015 in Lombardia, per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua, dal 1° gennaio 2020, si è allargata a tutti i gestori pubblici lombardi: a BrianzAcque, Gruppo CAP, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, Secam, Uniacque si sono infatti aggiunte Alfa, Acque Bresciane, Como Acqua, MM e Gruppo Tea.

Water Alliance, con un fatturato di circa un miliardo di euro e più di tremilaseicento dipendenti è diventata un vero e proprio modello non solo per il sistema Lombardia, ma per tutto il Paese e mira a migliorare i servizi offerti a più di milleduecento comuni per un totale di otto milioni e mezzo di abitanti serviti, attraverso una rete idrica di circa 40 mila chilometri e una rete fognaria di 34 mila chilometri. Un sistema in continua evoluzione che grazie a una portata di investimenti, stimati attorno ai due miliardi di euro per il periodo 2020-2025, rappresenta una novità unica nel panorama delle utilities italiane in grado di ammodernare ed efficientare il servizio idrico nel suo complesso e creare valore per la comunità.

«L’acqua rappresenta un monopolio naturale e un diritto universale», ha commentato Stefano BuffagniViceministro dello sviluppo Economico. «Il nostro Paese necessita di un nuovo modello di gestione pubblico e partecipato del ciclo integrato dell’acqua. Per farlo bisogna puntare sugli investimenti che contribuirebbero in maniera sostanziale a far ripartire l’economia con importanti ricadute anche a livello locale, e continua il viceministro. Il Governo sta lavorando all’ammodernamento dell’infrastruttura idrica, introducendo soluzioni tecnologiche avanzate di monitoraggio e telecontrollo, offrendo un servizio migliore, più efficiente e sostenibile ai cittadini. L’acqua è un bene primario, ma una risorsa sempre più preziosa e scarsa e nel contesto di cambiamento climatico e di crescente siccità, è questo il momento di agire per il bene delle generazioni future».

In completa sintonia con il modello di rete pubblica sono state le parole di Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia. «Io sono sempre stato favorevole alla gestione pubblica dell’acqua. È necessario però costruire una rete di società “in house”, che riescano a dare una risposta anche alle esigenze delle piccole realtà che da sole non sarebbero in grado di operare.  Una prova virtuosa l’ha data la Lombardia con la rete Water Alliance, che ha creato quelle sinergie e quel risparmio di scala che dovrebbero essere alla base di un equo e opportuno utilizzo delle risorse e che consentono di effettuare investimenti congrui. Sono anni che sentiamo parlare di investimenti, ma poi non si fa molto. Questo è un punto di non ritorno: il pubblico deve avere il coraggio di intervenire sulla semplificazione della burocrazia, che sta rinviando ogni tipo di intervento. Ora o abbiamo il coraggio di iniziare questa fase di rivisitazione delle procedure oppure rischiamo di essere travolti dal mondo, che va molto più veloce di noi».

Il portavoce di Water Alliance Alessandro Russo ha ribadito le tante attività promosse dalle nostre aziende idriche che permettono di attrarre e generare investimenti in moltissimi ambiti: dall’efficientamento delle infrastrutture idriche ai grandi progetti di economia circolare (ottimizzazione della risorsa idrica e recupero dei fanghi), al passo con le sfide della transizione energetica, passando dai più avanzati programmi di ricerca e sviluppo per rendere sempre più elevati gli standard di qualità dell’acqua.

«La peculiarità delle aziende pubbliche Lombarde dell’idrico è quella di avere un continuo colloquio con ogni singola amministrazione locale per la soluzione dei problemi e per il miglioramento dei servizi verso i cittadini, ha dichiarato il Presidente di Padania Acque Claudio Bodini. Un modello efficiente di gestione pubblica che dedica una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e di miglioramento dell’acqua potabile in linea con le indicazioni dell’Europa e dell’Autorità Nazionale».

Molto apprezzati gli interventi di Mauro Guerra presidente ANCI, che ha ribadito la più ampia disponibilità dei comuni italiani in un progetto comune di collaborazione con Water Alliance e di Veronica Manfredi della Direzione Ambiente dell’Unione Europea che, tra l’altro, ha sottolineato il grande ruolo delle aziende idriche lombarde nella ricerca preventiva dei virus sentinella nei reflui urbani. Proprio Padania Acque a Cremona è stata tra i protagonisti della lotta contro il Coronavirus attraverso i prelievi nel reticolo fognario delle nostre città.

redazione@oglioponews.it

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