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Si è spento Antonio
Gardani, fu sindaco della
città dal 1980 al 1988

Mancherà l'incontrarlo per strada, col suo passo lento e quel saluto garbato, legato sempre ad un sorriso. Antonio Gardani lascia il figlio Ludovico, la nuora Santina, il fratello Carlo Sante. Ancora non comunicata la data dei funerali

CARISOLO – La vita, per lui, correva sempre un po’ più lenta. Lo percepivi già nelle parole, mai fuori luogo, mai sopra le righe, sempre attente e misurate. Ed ogni discorso per lui si apriva e sempre con un lieve sorriso. Si è spento uno dei politici più veri che la città abbia avuto nel dopoguerra, Antonio Gardani. Aveva 79 anni, era nato l’11 marzo del 1941. Un infarto a Carisolo, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza, se l’è portato via improvvisamente.

Era un vecchio leone della DC e della storia della Democrazia Cristiana, dei vari passaggi anche quelli più complessi della prima repubblica era capace di parlare per ore tanta era la sua conoscenza della materia. Aveva avuto maestri dalla profonda cultura politica, tanti da cui aveva attinto quella capacità di trovare la sintesi nelle complesse vicende della politica casalasca degli anni 70 e 80. Fu assessore all’urbanistica sotto la giunta Rotelli e sindaco della città dal 1980 al 1988, prima del ‘golpe’. Quello del compromesso storico e dell’ascesa di Massimo Araldi.

Si distaccò dalla politica attiva, ma mai dallo studio, mai dalla ricerca e mai dal confronto con chiunque incontrasse. Accettò di rientrare nella politica con Giuseppe Torchio al quale lo univano le origini nella ‘balena bianca’. Con la moglie Lea aveva partecipato a tante iniziative nella città. Dopo la morte della consorte su di lui era calato un velo di tristezza.

“Mio zio era un politico – scrive il nipote Giovanni Gardani, nostro collega – anche se si era ritirato da tempo, dalla morte dell’amata moglie Lea pochi giorni prima dell’addio anche a sua mamma Angiolina, a vita privata. Toni pacati e compassati, parole pesate e pensate, lentamente, forse con troppa lentezza per una politica che, nel mentre, cambiava marcia e, a quanto pare, non certo in meglio. Mi piacerebbe però che mio zio fosse ricordato, prima di tutto, per quello che era: una persona per bene”.

Una persona per bene. Mancherà l’incontrarlo per strada, col suo passo lento e quel saluto garbato, legato sempre ad un sorriso. Antonio Gardani lascia il figlio Ludovico, la nuora Santina, il fratello Carlo Sante e la sorella Carolina. Ancora non comunicata la data dei funerali.

N.C.

 

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