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Distretto del Po, criticità
'bassa', ma la tregua durerà
al massimo 20 giorni

Pertanto lo stato attuale della severità globale (viste tutte le componenti analizzate ed elaborate dallo staff tecnico del Distretto) si attesta su un livello di criticità basso, ma con una incidenza delle riserve idriche in grado di garantire un soddisfacimento del fabbisogno per i prossimi 15-20 giorni.

La situazione del Lago Maggiore desta forte preoccupazione. Proprio quando la richiesta di risorsa idrica volge all’epilogo e si va verso la fine della stagione estiva – in cui è necessaria l’acqua per portare a maturazione le ultime colture nel Distretto del Po – la risorsa del Lago Maggiore è fondamentale per l’intera asta fluviale. Tutto ciò in una ritrovata “normalità” idrologica grazie alle precipitazioni avute all’inizio e alla fine del mese di Luglio che, però, sembra destinata ad avere durata limitata, esaurendosi nell’arco temporale di due-tre settimane al massimo.

Sulla base degli scenari analizzati e dalle informazioni pervenute dagli oltre quaranta tra partners istituzionali e portatori di interesse – comprendenti le 8 Regioni del Distretto (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Toscana) oltre alla Provincia Autonoma di Trento, i 4 Enti Regolatori dei Grandi Laghi (Garda, Maggiore, Como e Iseo) le aziende del comparto idroelettrico, Anbi e i Consorzi di bonifica e i Servizi idrici delle multiutility – il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po Meuccio Berselli ha fissato l’attuale criticità idrica a livello basso con assenza di precipitazioni e, dunque, complessivamente destinata ad esaurirsi in un arco di tempo variabile dai 15 ai 20 giorni.

Il Segretario Generale dell’Adbpo Meuccio Berselli ha quindi spiegato: “L’apporto delle precipitazioni degli ultimi giorni, in alcune zone piuttosto significativo, offre sollievo consentendo un aumento delle portate e dei livelli sull’intero bacino; resta però alta la soglia d’attenzione in alcuni territori come Piemonte, Liguria, il cremonese e il piacentino, dove l’apporto è stato meno incisivo. Sincera preoccupazione desta la situazione del Lago Maggiore, dove l’attuale calo della risorsa può avere ripercussioni sull’agricoltura, non consentendo la necessaria risposta alle richieste irrigue a conclusione della stagione, sull’economia, con difficoltà oggettive per la navigazione e l’approdo dei mezzi per il turismo e sull’ambiente, per la tenuta dell’ecosistema e la salubrità dell’intera area. Auspichiamo che tale scenario possa servire da monito per i prossimi anni quando, alle porte della stagione estiva, si dovrà decidere la quantità di risorsa idrica da trattenere”.

Il mese di luglio è stato caratterizzato da un andamento particolarmente oscillante sotto il profilo delle precipitazioni: ad un inizio particolarmente piovoso, in cui si è assistito ad un incremento significativo delle portate in tutto il Bacino, ha fatto seguito una fase con temperature superiori alle medie stagionali e assenza di precipitazioni, dove si è registrato un importante esaurimento dei deflussi. Le recenti precipitazioni diffuse su tutto il territorio hanno favorito una temporanea ripresa delle portate in tutte le sezioni: Piacenza 394 m3/s; Cremona 605 m3/s; Boretto 531 m3/s; Borgoforte 665 m3/s; Pontelagoscuro 743 m3/s. I grandi laghi regolati risentono della mancanza di apporti significativi, ad eccezione del Garda, che risulta sopra la media. Preoccupa come detto il Maggiore, ampiamente sotto la media del periodo.

Le stazionarie condizioni meteorologiche previste per le prossime settimane non consentono però di abbassare la soglia di attenzione: l’aumento delle portate e dei livelli a seguito delle precipitazioni è un parziale ristoro che va già progressivamente esaurendosi in un arco di tempo da qui alle prossime 48 ore. Il tempo stabile e generalmente asciutto e le temperature che stanno tornando ad attestarsi generalmente su valori prossimi o di poco superiori a quelli del periodo fanno sì che le portate alle sezioni idrometriche principali del fiume Po siano previste in progressiva diminuzione, risultando inferiori ai valori medi mensili del periodo, ma comunque superiori ai valori minimi storici. Pertanto lo stato attuale della severità globale (viste tutte le componenti analizzate ed elaborate dallo staff tecnico del Distretto) si attesta su un livello di criticità basso, ma con una incidenza delle riserve idriche in grado di garantire un soddisfacimento del fabbisogno per i prossimi 15-20 giorni.

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