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Mancata zona rossa nel Cremonese,
Degli Angeli: 'Ordinanza ministeriale
del 23 febbraio inchioda Fontana'

Il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, avrebbe potuto estendere liberamente la zona rossa anche al Cremonese senza dover attendere il permetto del Governo, come emerge dall’ordinanza ministeriale del 23 febbraio 2020, che in chiusura dispone che “Il Presidente della Regione Lombardia, sentito il Ministro della salute, può modificare le disposizioni di cui alla presente ordinanza in ragione dell’evoluzione epidemiologica”. A denunciare la cosa è il consigliere regionale M5S Marco Degli Angeli, che evidenzia come il documento sia stato firmato, “oltre che dal ministro Speranza, è firmato dallo stesso Fontana. Il governatore leghista, la sera del 23 febbraio quindi, firmò di suo pugno un atto che gli avrebbe permesso fin da subito di allargare la zona rossa di Lodi, di estenderla nel Cremonese e di istituire quella in Valseriana” rende noto Degli Angeli. “E questo ben prima di scoprire l’esistenza di una legge vecchia di 42 anni (la 833 del 1978) che dà pieni poteri alle regioni in materia di igiene e sanità pubblica”.

Secondo il consigliere pentastellato, dunque “Ci hanno sempre mentito, hanno sempre negato responsabilità e possibilità di intervenire. Ora Fontana e Gallera devono rendere conto al consiglio Regionale e a tutti i cittadini, senza se e senza ma. Perché non si sono mai presi la responsabilità di prendere decisioni? Il mancato allargamento della zona rossa nel Cremonese esige risposte ufficiali”.

“A questo punto a fronte dell’inerzia totale del Governatore Fontana, dell’assessore Gallera nel rispondere a mia leggitima richesta fatta tramite atti ispettivi ufficiali, a fronte dell’inerzia degli uffici ad essi preposti ad evadere nei tempi previsti le richieste, e dell’inerzia a prendere decisioni sono mio malgrado costretto a raccogliere tutta la documentazione utile al fine di inviare inviare alla procura competente per verificare eventuali responsabilità” continua Degli Angeli.

E se le risposte ancora non arrivassero, “chiederò conto in aula durante il primo consiglio regionale di settembre attraverso un quesiton time. La gravità della questione, e dei fatti, non permette delle risposte semplicistiche a mezzo giornale, cosi come fatto dall’assessore Gallera via stampa in data 18 giugno, accusando il governo di aver inserito in zona rossa solo 10 comuni su 22. L’ordinanza del 23 febbraio sembra dimostrare qualcosa di ben diverso”.

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