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Incontinenti, disguidi e
problemi. 800 persone che
meritano maggior attenzione

Potremmo raccontarvi alcune storie indicative, ve ne raccontiamo una. é quella di L.P., ex infermiera (conosce bene la realtà). La mamma ha 89 anni ed è incontinente da 10. Necessita di un determinato numero di pannoloni

CASALMAGGIORE – Sono 800 circa le persone che fanno riferimento all’ufficio Cronicità e Fragilità dell’ASST di Cremona, ubicato nello stabile (poco)funzionale dell’ex circolo Turati, per problemi legati all’incontinenza. Sono per la maggior parte anziani, ma non solo: tra gli 800 ci sono portatori d’handicap medio gravi, incontinenti a seguito di gravi patologie o interventi invasivi. Un vero esercito.

Sono 800 le persone che si muovono, a volte con difficoltà, tra gli adempimenti burocratici ed un sistema che è diventato via via più ferragginoso. E fortuna vuole che chi lo regge adesso sta dando anima e corpo affinché tutto vada per il verso giusto. I problemi? Cambiano i piani terapeutici, le necessità dei singoli, e – sono un discreto numero le lamentele che si registrano – non tutto va per il verso giusto nelle consegne. C’è chi ha la fortuna di avere figli che seguono ogni passo interfacciandosi con l’istituzione, e ci sono anche famiglie ormai anziane, a volte in balìa della fortuna, ed altre dei disguidi. Un’anziano che si trova a seguire un figlio con un handicap medio grave, a fare da caregiver, ha già le sue immense difficoltà: se poi ci si mettono pure i disguidi è finita.

Potremmo raccontarvi alcune storie indicative, ve ne raccontiamo una. é quella di L.P., ex infermiera (conosce bene la realtà). La mamma ha 89 anni ed è incontinente da 10. Necessita di un determinato numero di pannoloni della taglia L. “Qualche giorno prima del 21 luglio – ci spiega la figlia – vengo contattata da un call center di Lecce. Inizialmente non volevo rispondere, ma vista l’insistenza ho risposto. Era la ditta che li fornisce, mi dicono che passeranno il 21 luglio per consegnarli. Quel giorno avevo un impegno inderogabile ed ho dovuto fare affidamento su un’amica che mi ha fatto il piacere di aspettare la fornitura con mia madre, che peraltro è sorda. Quel giorno però non si è visto nessuno”.

La fornitura avviene quando quella precedente sta per finire, o è finita. La fortuna, almeno per l’ufficio di Casalmaggiore, è quella di un magazzino che l’addetta ha costituito negli anni. C’è infatti chi vi rinuncia, chi muore. E ci sono le consegne sbagliate. Poco alla volta si accumulano, per le emergenze, pannoloni che vengono ordinati per misura e se c’è qualche disguido è lo stesso ufficio che interviene.

“Sono andata all’ufficio a segnalare il disguido, e scopro che non sono la sola. Vengo ricontattata e mi dicono che mi consegneranno i pannoloni per mia mamma il 28 luglio. Resto questa volta io in casa con lei tutto il giorno ma nemmeno quel giorno si vede nessuno. Li ricontatto, mi dicono che c’è stato un ulteriore disguido e che i pannoloni per mia mamma me li consegneranno il 5 agosto, ma mi daranno la taglia M invece che la L. A quel punto mi arrabbio e dico loro che della M mia mamma non se ne fa nulla e che se dovevano darmi gli M avrebbero potuto tenerseli. Il 5 finalmente arriva il corriere con i pannoloni giusti”.

Sono state numerose le forniture sbagliate in questi mesi. Ci spiegano che il problema esiste, ed è piuttosto serio. L’ufficio ubicato in piazza cerca di parare i colpi quando può, ma non sempre è possibile. Cerca di aiutare le persone che si lamentano e che qualche volta – e soprattutto quando ne hanno le possibilità – devono poi provvedere in parte da soli.

A dicembre l’addetta di ASST al servizio andrà in pensione e – a quanto ne sappiamo – non le è stata ancora affiancata nessuna figura che possa prenderne il posto. Il rischio è che da dicembre in poi chi sostituirà l’attuale addetta debba poi imparare tutto da zero. “I servizi al cittadino – ci spiega L.P. – sono sempre più al ribasso. Non sappiamo neppure se il centro prelievi all’ex circolo Turati riaprirà e da quel che so sarà difficile che riapra. Non ci sarebbero le misure e se ad una persona a cui stanno tirando il sangue viene una lipotimia, non puoi neppure soccorrerla. Anche lo spazio per le vaccinazioni non sarebbe idoneo. Gli uffici sono tutti ammassati e quella dei pannoloni che mi riguarda in prima persona è solo l’esempio di come vengono gestite le cose. L’addetta all’ufficio Cronicità e Fragilità, che è davvero una persona in gamba e sempre disponibile, ci lascerà il 1° dicembre. Che cosa faremo poi?”.

Nazzareno Condina

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