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Carla Dal Bon, una delle
prime 'animaliste' casalasche: alla
ricerca di cani e gatti da salvare

Amica e collega di mia madre amava gli animali moltissimo ed ha lottato per anni ed anni, quando i canili e gattili non erano i rifugi che sono oggi, bensì luoghi di morte, il più vicino a noi era a Cremona

CASALMAGGIORE – La scomparsa di Carla, oltre che rattristarmi moltissimo, mi riporta indietro nel tempo a quando ero bambina, poi adolescente. Se la penso l’immagine che mi appare è di una donna tutta nervi, a spasso per il paese col suo, o i suoi, cani al guinzaglio.

Amica e collega di mia madre amava gli animali moltissimo ed ha lottato per anni ed anni, quando i canili e gattili non erano i rifugi che sono oggi, bensì luoghi di detenzione e spesso di morte, il più vicino a noi era a Cremona.

Erano i tempi degli accalappiacani e dei tanti randagi. Carla si batteva con anima e corpo per evitare loro quella triste fine, ne adottava più che poteva, si dava da fare per trovare loro casa ed ogni mattina, prima di recarsi al lavoro, faceva il giro del paese per portare il cibo ai meno fortunati, ovviamente per sfamarli ma anche per evitare che elemosinassero infastidendo quelli che lei denominava con appellativi ed aggettivi molto forti “esseri disumani” in quanto li maltrattavano o chiamavano l’accalappiacani.

Mia madre ogni giorno faceva avanzare volutamente qualcosa sia dal pranzo che dalla cena e preparava i ‘scartusén’ da dare alla Carla per i suoi animali. Questa è la prima cosa di lei che mi viene in mente, la sua battaglia portata avanti con forza e coraggio fino a che ce n’è stato bisogno, le sue denunce, le sue liti feroci quando sapeva che qualcuno aveva usato violenza su uno dei suoi randagi, liti in cui anche mia madre non esitava a farsi coinvolgere rischiando anche di portarsi a casa un ceffone dal momento che le signore non erano poi così morbide durante quelle spedizioni punitive.

Questa è la mia foto di lei, ne ha salvati tanti “La Carla” di amici pelosi in anni in cui comportamenti del genere erano considerati folli, ma si sa, la follia spesso sta nei cuori buoni e negli animi normali. Ciao Carla.

Giovanna Anversa

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