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Rotonda Diotti,
ennesima segnalazione
ma la voragine resta

E' il destino di tante altre strade. Fatte un po' così, rattoppate all'inverosimile e spesso lasciate andare in attesa di farvi qualcosa

CASALMAGGIORE – Pomodori spiaccicati a terra, altri in attesa di fare la stessa infausta fine. Una scena comune alla rotonda Diotti, quasi quotidiana. Mezzi pesanti carichi dell’oro rosso ne passano parecchi. Vanno in genere al Consorzio dove verranno trasformati nelle conserve che poi fanno parte delle nostre diete. Pomodori spiaccicati a terra, ed altri in attesa, e non è colpa (si badi bene) dei pesanti mezzi di trasporto perché quando in una rotonda ad altissima percorrenza come quella di fianco alle scuole si apre una voragine difficile poi riuscire a tenere tutto nel cassone. I mezzi, anche a bassissima velocità, sobbalzano ed è facile perdere qualcosa per strada.

Non è colpa e responsabilità di chi fa ogni giorno il proprio lavoro ma di chi – ahinoi – non lo ha ancora fatto. Abbiamo segnalato una decina di giorni fa la situazione, ma è da tempo che quel solco profondo fa bella (si fa per dire) mostra di se al centro della strada: abbiamo già segnalato la questione. In attesa però che il destino futuro si compia il presente resta quello che si vede.

E’ il destino di tante altre strade. Fatte un po’ così, rattoppate all’inverosimile e spesso lasciate andare in attesa di farvi qualcosa. Non siamo ingegneri, ne economisti né matematici ma con l’asfalto di un’autostrada – la CRMN – che in pochi percorreranno di strade come quella delle foto se ne potrebbero riparare tante. Ma a noi piace così: piuttosto che tenere e curare l’usato sicuro preferiamo l’onanismo per il nuovo. Salvo poi magari accorgerci che qualcosa non va quando capita l’irreparabile. O quando ci rendiamo conto che il nuovo non serve a nulla se non a creare ulteriori problemi in una rete che di problemi ne ha già parecchi. O quando poi contiamo quel che resta nel salvadanaio e ci rendiamo conto che non c’è più niente, se non le ragnatele.

Stamattina l’ennesima segnalazione, e questo l’ennesimo pezzo. Temiamo non serva a nulla come i precedenti, ma non perdiamo la speranza: in fondo inizialmente speranzosi erano pure i membri dell’orchestrina del Titanic, prima di eseguire l’ultimo valzer e poi colare a picco.

Nazzareno Condina

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