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Via Postumia, da Treviso
a Badoere. Il racconto, il
video e le foto di Andrea

Coinvolta poi dal nostro progetto ci propone la visita ad una storica filera del paese e contatto l’imprenditore Andrea, produttore di buonissima birra artigianale

BADOERE – Via Postumia, avanti un’altra tappa. Le ultime sono incantevoli anche per la possibilità dei fotografi di immortalarne scorci di assoluta bellezza e pure questa non è da meno. Questo il racconto di Andrea. (PS: questa tappa termina in una birreria artigianale. Sembra un caso, ma nonostante la cura dell’anima e del fisico anche il buon Andrea non è insensibile al fascino dell’oro giallo. Un caso dunque non lo è).

“Nella notte che ha preceduto questa tappa, abbiamo avuto la fortuna di dormire in un posto incantevole, in centro a Treviso dove siamo stati coccolati, resettando completamente la fatica ed i dolori dei giorni precedenti, e ahimè, devo ammettere che alle 7,55, lasciare quel posto, mi è costato non poca fatica

Usciamo e ad attenderci due amici “nuovi” che ha portato nel cammino l’amica Luisa, i loro nomi, Giacomo e Paolo. Ci presentiamo e da subito troviamo feeling, forse dato appunto dalla magia dei cammini.

Prima tappa questa senza l’amico Simone, figura importante tra le altre cose di scegliere e seguire il percorso, così da oggi, sarò io assieme a Luca che “copriremo” questa parte, importante per non camminare più del dovuto.

Detto, fatto. Qualche curva e già ci accorgiamo che ancora in centro a Treviso ci eravamo persi. Poco male, sapendo con precisione la direzione, poco più avanti riprendiamo le frecce giallo che segnalano il tragitto originale.

Pausa caffè dopo circa due chilometri e da li a poco iniziamo a percorrere la ciclabile, sterrata e dritta che più dritta non si può fino a Badoere, spezzettata ogni tanto dall’attraversamento di una strada o di un ponte.

Iniziamo tra di noi a prendere confidenza ed a raccontarci le nostre passate avventure, imprese, sacrifici mentre la natura ci avvolgeva con i suoi alberi talmente fitti da non far passare nemmeno il sole. Ammetto che dopo oltre 10 chilometri, prima di entrare a Badoere, lungo un pezzo di strada dove non c’erano alberi, rivedere la luce piena mi ha fatto fare un sospiro di sollievo.

Le ferite grazie alla temperatura degli ultimi giorni si sono oramai rimarginate e questo è un notevole aiuto per il cammino in generale, così, parlandone con Giacomo e Paolo, scopriamo che la zona in cui mi feci tutte quelle lacerazioni, è una zona molto particolare per quanto riguarda il caldo e l’umidità, essendo a +1 o addirittura sotto il livello del mare. Riconosco che in quei giorni ero un po’ preoccupato, perché non vedevo risolvere la situazione e sentire aumentare sempre più il caldo, ma dopo questa spiegazione, son molto più tranquillo.

Arriviamo in entro a Badoere baciati da un sole caldo e luminoso.

Ad attenderci, l’Assessore al Turismo Elena (il cognome non glielo ho chiesto e spero mi perdoni per questo).

Bella e gentile, oltre a darci il benvenuto, esaudisce quello che è uno dei nostri desideri nell’incontrare le Amministrazioni, cioè, sentire dalle loro parole la descrizione del loro territorio, della loro gente, delle loro storie.

Coinvolta poi dal nostro progetto ci propone la visita ad una storica filera del paese e contatto l’imprenditore Andrea, produttore di buonissima birra artigianale”.

N.C.

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