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Nel paese di Maria Luigia, la
stazione allo sbando. La
denuncia di Io Amo Colorno

Una volta vi era un custode che ci viveva e la stazione era tenuta in condizioni decisamente migliori. L'orologio che non scandisce più il tempo da tanto, ci ricorda di come in Italia spesso vanno le cose

COLORNO – Una situazione ai limiti della decenza, ed un disinteresse che sulla Brescia Parma (una delle 10 linee peggiori d’Italia secondo Legambiente, e c’è più di una ragione perché ogni anno venga alla fine classificata tale) è prassi. La stazione è quella di Colorno, meta prediletta dei vandali, senza alcun controllo, lasciata alla mercé di bande di teppistelli che non hanno evidentemente null’altro da fare e nulla possono fare contro la carenza d’intelligenza e la scarsissima vena artistica.

A denunciare lo stato delle cose l’associazione ‘Io Amo Colorno’ che ci manda anche ampia documentazione fotografica.

“La pazienza è finita. Quante volte abbiamo segnalato situazioni di degrado alla stazione di Colorno? Quante volte abbiamo ricordato che è tutelata dalle belle arti? Quante volte abbiamo chiesto videosorveglianza e chiusura nelle ore notturne? Negli ultimi anni abbiamo intrapreso una battaglia persa contro mulini a vento. RFI titolare dell’area, in passato ci aveva ascoltato in parte, reimbiancando i muri esterni ed interni più volte.

Ad oggi però la stazione riversa in condizioni impietose. Non esiste più nessuna parte di muro coperta da orribili graffiti, le finestre che erano già state riparate sono state nuovamente infrante, e la biglietteria automatica è accesa ma non funzionante. Non vi è alcuna disponibilità di bagni e chi ha problemi di locomozione continua a non poter usufruire del treno a causa della ripida scala di accesso. Una situazione al limite della decenza per un paese che ricordiamo essere Colorno, il paese di Maria Luigia, il paese della scuola internazionale di cucina. Ubriachi si riversano sul pavimento per riposare e l’aria ex carico/scarico merci è nuovamente ricoperta dai rifiuti. Promesse su promesse, di impegno mai mantenuto che dimostrano l’inefficienza ed il mancato interesse di alcuni.

Una volta vi era un custode che ci viveva e la stazione era tenuta in condizioni decisamente migliori. L’orologio che non scandisce più il tempo da tanto, ci ricorda di come in Italia spesso vanno le cose. Un luogo utile finito nel limbo dello scarica barile, dove ognuno cerca lavarsene le mani, indicando come responsabile qualcun’altro.

Dopo quanto si può vedere, chiediamo all’amministrazione comunale colornese, di interfacciarsi rapidamente con RFI per installare videosorveglianza, chiudere la stazione nelle ore notturne, e ripristinare successivamente il decoro che merita l’area di un paese importante come il nostro. Abbiamo già atteso a lungo ed è ora dei fatti”.

N.C.

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