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Via Postumia. Da
Piazzola a Quinto Vicentino:
il racconto di Andrea

E' un piccolo fiore di campo. Di quelli che guardano il cielo, col sole o la tempesta e poi si rialzano ogni volta a salutare il vento. E noi sappiamo che c'è. Basta volgere lo sguardo di lato ed il colore appare

QUINTO VICENTINO – Sedicesima tappa della via Postumia, da Piazzola sul Brenta a Quinto Vicentino. Prosegue il cammino di Andrea Devicenzi e dei suoi amici incontrati lungo la strada. Sono tanti davvero. Tante persone conosciute in questi anni, tanti che lo seguono ogni giorno nelle sue innumerevoli attività, tanti che lo stimano e lo prendono come esempio. Tante quelle che Andrea ha appena conosciuto. Perché lui è un esempio per tanti. Per quelli che pensano di arrendersi, che pensano di non farcela, che vorrebbero mollare tutto e poi – magari – in fondo al tunnel trovano una luce, una piccola speranza. Andrea c’è. E’ una roccia. Di quelle a cui sai di poter far riferimento.

Sedicesima tappa, e tiene duro. La forza? Lui si nutre di quella delle persone che incontra, e della meraviglia che riesce ancora a vedere nelle piccole cose, in tutte le piccole cose. Nei sorrisi, nel coraggio, nella fiducia, in chi lo aspetta, nella sua bellissima famiglia che lo segue ogni volta e che lo attende a casa ogni volta come se fosse la prima. La forza? E’ in special modo quella che ha dentro. Che lo porta a mettersi alla prova e a spendersi per gli altri con la stessa caparbietà con cui si spende per se stesso.

Alla soglia dei 50 anni è un 20enne mascherato. E’ un piccolo fiore di campo. Di quelli che guardano il cielo, col sole o la tempesta e poi si rialzano ogni volta a salutare il vento. E noi sappiamo che c’è. Basta volgere lo sguardo di lato ed il colore appare. Ed ogni volta è un conforto, una meraviglia.

N.C.

 

 

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