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Pronto Soccorso e Covid,
qualcosa è cambiato:
un breve vademecum

E’ possibile che l’attesa dell’assegnazione del posto letti prolunghi la permanenza del paziente in pronto soccorso. Durante l’attesa i pazienti sono gestiti e monitorati nella loro situazione clinica dal personale sanitario

Nell’era Covid l’accesso all’ospedale è cambiato, come le possibilità per gli accompagnatori di fermarsi in attesa nella struttura. Ecco un vademecum fornito gentilmente da ASST Cremona.

PERCORSI SEPARATI, FONDAMENTALE IL PRE-TRIAGE

Presso il Pronto soccorso di Cremona (e del Presidio Ospedaliero di Oglio Po) esistono dei percorsi separati per i pazienti con sintomi compatibili con infezione da coronavirus e pazienti con sintomi non compatibile con infezione da coronavirus. Questo con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio di “commistione” tra possibili infetti e non. Per questo motivo è fondamentale fermarsi nella zona di pretriage – oggi costituita dalla tenda esterna e a breve da un prefabbricato dotato di servizi igienici e sala di attesa, in modo da poter compilare con l’operatore la cosiddetta “check list” (lista dei sintomi e dei contatti) che decide il percorso del paziente. I casi urgenti non si fermano alla tenda ma vengono subito presi in carico presso la sala emergenze centrale. Anche all’interno del servizio i percorsi sono separati.

GLI ACCOMPAGNATORI NON SONO AMMESSI, UNICA ECCEZIONE PER I PAZIENTI FRAGILI

Per motivi di sicurezza – per sé e dei pazienti in attesa – non è ancora possibile accompagnare il proprio parente/conoscente in Pronto soccorso. Solo per le persone fragili (ad esempio con decadimento cognitivo o disabilità) è prevista la presenza di un accompagnatore.

LE INFORMAZIONI SULLO STATO DI SALUTE DEI PARENTI SOLO AL TELEFONO: DUE LE FASCE ORARIE DEDICATE

Per avere informazioni sullo stato di salute del proprio parente che si è recato in Pronto Soccorso è possibile telefonare al numero 0372 – 405428, in due fasce orarie definite: dalle 9 alle 10 e dalle 16 alle 17. Al di fuori di questi orari è difficile per il personale medico, impegnato nella gestione dei casi e delle urgenze, garantire la pronta risposta alla richiesta di informazioni.

LE ATTESE IN PRONTO SOCCORSO SONO PIU’ LUNGHE? ECCO PERCHE’

La necessità di escludere o confermare una eventuale infezione da coronavirus (Tampone) comporta l’allungamento dei tempi di diagnosi per ciascun paziente. Non solo. A causa delle norme sul distanziamento, i posti letto in ospedale sono stati ridotti. E’ possibile che l’attesa dell’assegnazione del posto letti prolunghi la permanenza del paziente in pronto soccorso. Durante l’attesa i pazienti sono gestiti e monitorati nella loro situazione clinica dal personale sanitario.

PER LE PATOLOGIE NON URGENTI, C’E’ IL MEDICO DI FAMIGLIA

L’esecuzione del tampone e l’attesa del posto letto aumentano il numero dei pazienti che sostano contemporaneamente in Pronto Soccorso e sono presi in carico da medici, infermieri e personale di supporto. Le persone che accedono al Pronto Soccorso per motivi non urgenti (codici bianchi) rischiano di aspettare a lungo. Per la presa in carico della patologia non urgente è importante privilegiare il consulto del medico di medicina generale.

redazione@oglioponews.it

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