Ultim'ora
Commenta

Palazzetto, il professor
Giulio Destri pone una serie
di domande all'amministrazione

In qualità di Cittadini di Casalmaggiore abbiamo diritto di avere risposte, se non altro per essere sicuri che un rischio, non adeguatamente preso in considerazione oggi, non possa, un domani, avere un effetto sulla NOSTRA Città
In foto il professor Giulio Destri. Nelle due foto piccole gli acquitrini fotografati il 28 novembre 2019, nell'ultima foto il vano interrato che sorge a fianco della scuola ieri pomeriggio

CASALMAGGIORE – Un contributo importante alla discussione. Il professor Giulio Destri vuole restare fuori dalla diatriba tra favorevoli e contrari al Palazzetto dello Sport in area Marconi, ma pone tutta una serie di domande all’Amministrazione. Questo il suo intervento.

“Intervengo – scrive – nella vicenda del Palazzetto dello Sport da costruirsi a Casalmaggiore che sta creando tante discussioni. Non entro, volutamente, nella questione se l’opera in questione sia effettivamente necessaria per la Città, per le società sportive operanti nel territorio, né sul fatto che sia opportuno cogliere le occasioni di finanziamenti regionali quando questi si presentino. E nemmeno sulla comunque importante questione della preservazione della natura e della bellezza del paesaggio e della necessità di ridurre il consumo di suolo.

In qualità di Cittadino chiedo semplicemente alcune risposte sul perché il palazzetto debba essere realizzato PROPRIO nell’area di terreno incolto, nota anche come ‘ParcoMarconi’, situata fra le Scuole Elementari e l’antica chiesa di SantaMaria dell’Argine.

In primo luogo, come dimostrato da quanto accade in occasione di piene intense, in quella zona esiste un fontanazzo, ossia una infiltrazione delle acque del Po che passando da sotto l’Argine Maestro emergono dal terreno creando pozze d’acqua e, in alcune occasioni dei veri e propri stagni. Questo è dimostrato anche dalla memoria storica, che testimonia piccole aree con stagni (zona ‘Cantarana’) in quella parte di Casalmaggiore.

Come tale quell’area dovrebbe essere censita nelle mappe di fontanazzi presenti presso l’Agenzia Interregionale per il Po (AIPO) e presso altre istituzioni (Regione, Provincia). E quindi dovrebbe essere un’area a rischio idrogeologico, con i terreni potenzialmente instabili al di sotto del livello del suolo.

È stata fatta una verifica in tal senso? È stata fatta una analisi del rischio? È conosciuta la struttura del sottosuolo di quella zona e sono noti i punti in cui l’acqua passa? Volendo costruire in un posto ove i terreni non sono perfettamente stabili, una struttura ‘pesante’ come un palazzetto dovrebbe essere dotata di fondamenta ampie, ulteriormente rafforzate dall’inserimento di pali di cemento armato nel suolo. Questo fa ovviamente lievitare i costi di preparazione del cantiere e di realizzazione dell’opera stessa. È stata fatta un’analisi dei costi, per capire se questa spesa aggiuntiva è sostenibile rispetto al volume del finanziamento disponibile? E per capire l’impatto che i lavori in più potrebbero avere sui tempi di realizzazione?

Inoltre, come ben sa chi è nato a Casalmaggiore o comunque in comuni limitrofi al Po, fondamenta profonde in un terreno fortemente umido possono portare ad una vera e propria ‘captazione’ di umidità in grande quantità, provocando una corrosione precoce dei materiali e quindi un aggravio delle spese di manutenzione della struttura.

Dato che le società sportive non si sono dichiarate disponibili per assumersi la gestione della struttura, è stata fatta un’analisi dei costi aggiuntivi che graveranno sulle casse comunali nei prossimi anni, in aggiunta a quelli normali di esercizio, già non bassi? E che saranno assolutamente necessari, per evitare che il palazzetto possa fare, nel tempo, la fine di quello di Viadana, anche senza il peso di una nevicata eccezionale?

Una eventuale forte impermeabilizzazione della zona dove avrà sede il fabbricato e dove avranno sede i parcheggi potrebbe forse ridurre questo effetto dell’umidità, ma allora cosa accadrebbe al sottosuolo dell’intera zona? Se si mette un tappo ad un punto di sfogo dell’acqua questa potrebbe trovare un’altra strada, o aprirsi la strada a forza.

Sono state quindi fatte verifiche per capire se le infiltrazioni di un fontanazzo ‘chiuso’ non possano minare in profondità la stabilità del terreno e quindi di riflesso di tutte le costruzioni che ci sono sopra? E, soprattutto, sono state fatte delle verifiche per stabilire che un intervento fortemente modificante l’area di un fontanazzo, posto a poche decine di metri dall’Argine Maestro, non possa in alcun modo minare la stabilità dell’Argine stesso?

Pongo queste domande associandomi ai quasi 1000 concittadini che hanno firmato contro la realizzazione in quel punto dell’opera. In qualità di Cittadini di Casalmaggiore abbiamo diritto di avere risposte, se non altro per essere sicuri che un rischio, non adeguatamente preso in considerazione oggi, non possa, un domani, avere un effetto sulla NOSTRA Città, sulle NOSTRE proprietà, e, non ultimo, sulle tombe dei NOSTRI Cimiteri che contengono le spoglie dei NOSTRI Cari.

O, quantomeno, che non possa produrre effetti economici seri sul bilancio futuro delle casse comunali, con conseguente peggioramento della qualità dei NOSTRI servizi.
L’Amministrazione Comunale negli ultimi mesi si sta impegnando per il miglioramento della Città, solo per citare due esempi nel rifacimento delle strade pavimentate a porfido e l’illuminazione a LED.

Arricchire la Città di Casalmaggiore di un palazzetto dello sport è un grande impegno. Per essere ricordato in modo positivo nel tempo tale impegno deve anche portare a risultati positivi durevoli nel tempo e non, un domani, produrre effetti indesiderati, più o meno gravi, che si sarebbero potuti prevedere con una buona analisi costi-benefici-rischi oggi”.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti