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5G, Pasquali risponde
a 'Noi Ambiente Salute'
"Petizione discussa"

Inutile, in conclusione, ribadire anche come non esistano studi pubblicati e verificati rispetto alla dannosità della rete WiFi, né tantomeno della paventata rete 5G

SABBIONETA – Dura risposta del sindaco di Sabbioneta Marco Pasquali all’associazione Noi Ambiente Salute, che aveva criticato l’intero consiglio (tutte le parti politiche in gioco) per avere ignorato la petizione contro il 5G. “La petizione è stata discussa e non ignorata. Non ignorata nonostante i modi e il clima creato. Basta falsità”. Pasquali ha risposto tramite Facebook, sostenendo peraltro che le firme a sostegno della petizione sono 50 e non 400, e allegando anche il suo personale intervento, che di seguito riportiamo integralmente:

“Gentile signora Sarzi Amadè,
portiamo oggi in Consiglio Comunale la petizione che porta la firma di una cinquantina di nostri concittadini (non di oltre 400 come più volte detto) per favorire la partecipazione delle persone interessate al tema. È questo il primo Consiglio Comunale a porte aperte che facciamo a Sabbioneta in periodo di pandemia. Avremmo potuto portare la petizione anche con le porte del Comune chiuse al pubblico, ma abbiamo voluto, come le abbiamo scritto e notificato, favorire la partecipazione delle persone, anche se questo ha richiesto più attesa. Nella petizione, i firmatari chiedono di “bloccare la messa in funzione della rete 5G, di cui nel Comune di Sabbioneta si stanno ultimando i lavori” e di “impedire il WiFi nelle scuole e in atri luoghi pubblici”. Quanto alla prima richiesta, errata fin dalle premesse, le ribadisco quanto già comunicatole in data 24 gennaio, a seguito della richiesta pervenuta da parte della Associazione “Noi Ambiente Salute” il 20 dello stesso mese.

“Sono a disposizione del Comune di Sabbioneta esclusivamente i progetti infrastrutturali (pertanto non di sviluppo della tecnologia 5G) depositati da parte di OPEN FIBER SPA in qualità di appaltatore dei lavori relativi alla realizzazione della sola rete di fibra ottica di INFRATEL ITALIA SPA nell’ambito del progetto “FTTH On Demand” a seguito della approvazione, in data 03/03/2015 da parte del Consiglio dei Ministri, della strategia Nazionale Banda Ultra Larga che, tra l’altro, individua INFRATEL ITALIA come soggetto attuatore della stessa. Suddetta strategia è finanziata dallo Stato Italiano e dalla Regione Lombardia tramite fondi FSC, POR FESR 2014/2020 e PSR FEASR 204/2020 e la rete a banda ultra larga realizzata rimarrà di proprietà pubblica. 
Ad oggi non è pervenuta nessuna comunicazione e/o obbligazione inerente all’installazione di antenne o sistemi dediti alla tecnologia di rete 5G come da Voi paventato, sul territorio sabbionetano, né tanto meno è stato richiesto di aderire a tale sperimentazione.”

Questo vi veniva comunicato il 24 gennaio 2020 con protocollo 482 – una settimana prima della presentazione della petizione – e questo vi confermo ancora oggi. Segnalo inoltre come il Decreto Legge “Semplificazioni” di luglio abbia di fatto confermato, come ribadito più volte da molte voci autorevoli, l’inutilità e l’inefficacia di qualsivoglia iniziativa delle Amministrazioni Comunali in tema di contrasto allo sviluppo delle tecnologie oggetto della petizione e tali concetti sono segnalati anche nel DL “Cura Italia”.
Relativamente alla seconda richiesta, credo che questi mesi di difficoltà di comunicazione, lavoro a distanza, videoconferenze, videolezioni, eccetera, abbiano dimostrato l’importanza di avere una potente linea di connessione capace di far lavorare, studiare, comunicare anche a distanza. Non parlerò di dati e numeri sui benefici che smart-working e simili strumenti di lavoro a distanza hanno portato all’ambiente in termini di minor inquinamento.

Inutile, in conclusione, ribadire anche come non esistano studi pubblicati e verificati rispetto alla dannosità della rete WiFi, né tantomeno della paventata rete 5G che, come già ribadito e precisato, non è in fase di installazione a Sabbioneta né ne è previsto l’arrivo. Lasciatemi dire però che temi tanto importanti dovrebbero essere trattati con una serietà diversa rispetto a quella che si è tenuta dai proponenti la petizione nei mesi scorsi. Sono state dette falsità sui giornali, ci sono stati attacchi pubblici e insulti ingiustificati nei confronti di questa amministrazione che ha incassato senza rispondere, precisando solamente la realtà dei fatti. Ci sono stati cittadini che si sono rivolti a me preoccupati dei modi densi di fanatismo e cattiveria che hanno contraddistinto questa vicenda. Dispiace doverlo ribadire anche in questa sede, ma lo ritengo necessario per onore della verità.
Per le ragioni tecniche sopra elencate e per le ragioni appena espresse, il mio voto in merito all’oggetto della petizione sarà negativo”.

E’ possibile riascoltare la discussione in consiglio anche tramite il seguente link: http://www.magnetofono.it/streaming/sabbioneta/play.php?flv=CCSA_60135_78843_001_20201001&q=

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