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No al Palazzetto, CNC
chiede il ritorno al progetto
palestra di Massimo Araldi

Un ritorno al progetto originario della scuola, quello che fu elaborato nel corso dell'Amministrazione Araldi 'ripulito' dalle strutture che non servono più rispetto a quel progetto (la piscina)

Il vecchio progetto di Massimo Araldi. In rosso quella che dovrebbe essere l’area palestra

CASALMAGGIORE – No al Palazzetto da 1200 posti (né a fianco delle scuole né in qualunque altro luogo), no al progetto Silla (al momento l’unico sostanziale esistente) frutto di un sogno (del 2013) non di mezza estate, ma fatto per cercare di arrivare ai soldi del bando e dotare la città di una struttura funzionale alle società sportive. Un sogno che ‘forse’ aveva senso allora ma non oggi. Sì ad una palestra scolastica B2, da 400 posti, utilizzabile anche dalle società sportive. Un sì vincolato comunque al consumo del suolo per quanto riguarda le strutture sussidiarie (strada e parcheggi).

Questa la proposta emersa ieri pomeriggio in una conferenza stampa convocata sulla materia da CNC, o quantomeno dai reduci (Fabrizio Vappina, Pierluigi Pasotto, Mario Daina e Valentina Mozzi) dopo la fuoriuscita di Annamaria Piccinelli.

Un ritorno al progetto originario della scuola, quello che fu elaborato nel corso dell’Amministrazione Araldi ‘ripulito’ dalle strutture che non servono più rispetto a quel progetto (la piscina). Una struttura che, carte alla mano, e solo come ‘cubo’ non sarebbe più alta di dieci metri e non potrerebbe via più di cinque metri lineari rispetto all’area verde esistente.

A parlare, a nome di tutto il gruppo, ha esordito il consigliere Pierluigi Pasotto: “Ci abbiamo messo un po’ di tempo prima di uscire con una posizione ufficiale – ha spiegato il consigliere d’opposizione – prima di tutto perché dovevamo chiarire posizioni interne e poi perché abbiamo ritenuto giusto incontrare società sportive e ambientalisti. La differenza tra un comitato e un partito ci è chiara. Ho fatto parte di tanti comitati ed un comitato nasce con uno scopo, un fine, esprime una posizione definita. Un partito non deve limitarsi a dire sì o no, deve ascoltare le parti ed avere la capacità di elaborare poi una proposta. Non ci vogliamo nascondere. In questo caso ci sono in gioco le esigenze della scuola, quelle delle società sportive da dieci anni costrette a spostarsi e quelle di natura ambientale e paesaggistica. Sono tutte questioni importanti”.

La prima critica è nei confronti di Filippo Bongiovanni: “Non ci è piaciuto il ruolo del sindaco. Quando uno decide di amministrare va a chiedere un contributo con un’idea, un progetto. E non si fa imporre condizioni. Attendiamo di vedere l’accordo di programma, ma da quello che è emerso, il vincolo della Regione è pesante: una struttura da minimo 1200 posti e sovracomunale, nel senso poi che chiunque, anche da fuori, ne potrà far richiesta e dovrà essere accontentato perché non è una struttura del comune di Casalmaggiore ma una struttura di tutto un territorio. Non ci è piaciuto poi che si sia nascosto dietro un progetto di Claudio Silla del 2013 perché, glielo avremmo detto noi stessi, quel progetto è superato. Lo avevamo detto anche in campagna elettorale. Dal 2013 sono cambiate tante cose, ancor di più in questo ultimo anno e le mascherine che ognuno di noi porta e porterà per lungo tempo sono qui a testimoniarlo. Quel progetto è superato e un’amministrazione non si può più permettere di fare ragionamenti di quel tipo di fronte ad incognite grandi di natura sociale ed economica”.

“Siamo partiti da quanto abbiamo sostenuto in campagna elettorale. Fu motivo di discussione quando fu messo a punto il programma perché c’era chi voleva inserire il palazzetto tra le opere fondamentali, e poi prevalse la linea che teneva conto delle esigenze delle società dilettantistiche della nostra zona e della scuola. Sul finire degli anni ’90 il progetto della scuola era stato concepito in tre lotti. A fronte di 16 miliardi di spesa, solo 500 milioni arrivarono da fuori, il resto ce lo mise il comune con il proprio bilancio e con alienazioni importanti. Il progetto ‘Araldi’ prevedeva un terzo lotto con palestra, piscina coperta e campo scoperto per attività all’aperto. Dopo la realizzazione dei primi due lotti ci si fermò perché non c’erano più soldi. Sarebbero serviti altri 4 miliardi circa per terminare quel lotto, e non c’erano. Nel 2008, sotto l’amministrazione Toscani, si ragionò con i tecnici per un allargamento della Baslenga. Si prospettò l’idea di allungare, allargare ed alzare quella palestra, ma allora i tecnici ce lo sconsigliarono. Era una struttura, quella della palestra Baslenga, concepita con metodi vecchi e l’impegno economico sarebbe stato ingente, non ne valeva la pena”.

Quella dell’ubicazione della scuola fu una scelta sbagliata: “C’era un posto migliore dove fare la scuola? Sicuramente sì ma ormai è qui. Non ci si può fare nulla. L’area a fianco della scuola, quella che viene chiamata parco Marconi, è un’area destinata al completamento della scuola da 20 anni”.

“Noi non vogliamo un palazzetto – ha spiegato Fabrizio Vappina – e questo deve essere chiaro. Lo abbiamo spiegato anche alle società dilettantistiche. Non c’è nessuna realtà a Casalmaggiore che lo riempirebbe, fatto salvo forse un qualche evento all’anno. Di posti ne bastano 400, non ne servono di più. Torniamo all’antica, pensiamo a un numero di posti limitato e magari ad una costruzione ad impatto zero. Pensiamo alla sicurezza dei bambini ed anche al fatto che andiamo verso un periodo difficile. Lo dico da persona che è dentro allo sport. Gli sponsor sono sempre meno, non rincorrono le società e bisogna fare i conti anche con il fatto che probabilmente non avremo altri exploit sportivi. Nessuna società locale è in grado di gestire economicamente una struttura come un palazzetto senza un congruo aiuto del comune. Uno scatolone in quel luogo non deve esistere ma crediamo che, tornando all’antica, si possa venire incontro sia alle esigenze delle società con le quali ci siamo confrontati, sia a quelle degli ambientalisti che difendono quel luogo, sia alle esigenze scolastiche. Non arriveranno i soldi della regione? Con quelli che il comune ci avrebbe comunque dovuto mettere una struttura da 400 posti comunque la si costruisce. E poi è sempre meglio spendere una cifra senza vincoli, facendo restare la struttura del comune piuttosto che essere vincolati ad una struttura sovracomunale”.

“Questa è la nostra idea e condividiamo anche le preoccupazioni di chi chiede che vengano fatte analisi approfondite prima di costruire su quel terreno, analisi idrogeologiche. Lo chiederemo in una mozione apposita, e chiederemo che i risultati siano resi pubblici. La palestra ci sembra una proposta in grado di accontentare tutti”.

N.C.

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