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Suor Maria Buongiorno:
"Il Covid ci insegna altri
modi per starci vicino"

Se io voglio bene a te, in qualche modo ti raggiungo. Il Covid non può spegnere, e non ha spento la voglia di vivere, e non può spegnere il nostro voler bene: se non posso venire da te ti chiamo

CASALMAGGIORE – Le orecchie, alla fine, ce le ha idealmente tirate suor Maria Buongiorno. In maniera bonaria, come solo lei sa fare, col cuore gigantesco che si ritrova. “Ho anch’io i miei momenti di difficoltà – ci racconta – non sono sempre come mi dipingi”. Questione di punti di vista. Noi non cambiamo idea. Ci fosse ancora il premio ‘Città di Casalmaggiore’ dovrebbe essere – e per distacco – il suo. Che non significa ‘solo’ suo. Ma suo, delle sue sorelle e del personale che ne accompagnano il cammino nel difficile ruolo d’assistenza che portano avanti da tanti anni. “Siamo una famiglia, ed ognuno fa la sua parte. La struttura non è solo suor Maria: sono le suore, il personale, e i figliuoli”.

Ci corregge subito, e comunque, perché per quel che concerne i presidi per affrontare il Covid abbiamo citato solo la Croce Rossa, e non gli altri, citati solo in maniera generica. “E’ giusto – prosegue – citare anche gli altri che ci hanno dato una mano. A partire da ATS che ci ha dato materiale per i nostri ragazzi e il Rotary che ha fatto altrettanto. E vorrei ringraziare anche i sacerdoti della nostra zona che ci hanno fatto inserire nelle strutture supportate dalla Caritas. Noi non lo abbiamo mai chiesto perché credo ci siano persone che la Caritas assiste che ne hanno più necessità di noi, ma la cosa ci ha fatto piacere”.

Parla anche delle attività suor Maria, e del Covid. Dandoci l’ennesima lezione. “I ragazzi nel pomeriggio non fanno più attività e non vedono più i volontari, ma ci sono tante forme per stare loro vicino. E’ proprio il Covid ad insegnarci qualcosa: si può essere presenza con le persone in tante maniere. A volte basta una telefonata, una lettera, un messaggio. Quando riceviamo una telefonata per i ragazzi, a loro si accende una luce negli occhi perché si sentono pensati. Ce lo ha detto anche il Papa, con l’ultima enciclica che parla di fratellanza. La fratellanza è stare vicino, condividere qualcosa con le persone. Se io voglio bene a te, in qualche modo ti raggiungo. Il Covid non può spegnere, e non ha spento la voglia di vivere, e non può spegnere il nostro voler bene: se non posso venire da te ti chiamo. La paura la superiamo standoci vicino per quel che possiamo, e per come possiamo”.

N.C.

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