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Fava e la situazione politica
con ironia: "Fondo un nuovo
partito: Lega Fava sulla luna"

“Il mio obbiettivo è di andare sulla luna e di portare tutti con me. Sogno di liberare questo paese che non amo dal malessere che lo avvolge e l’unica soluzione resta quella di trasferire i padani in blocco sulla luna. Una sorta di deportazione volontaria di massa".

VIADANA – E’ una riflessione che va oltre la situazione locale e che prova ad analizzare il momento politico. E lo fa con amara ironia. Gianni Fava fonda un nuovo partito? In realtà no, anche se il suo scritto pubblicato sulla “Voce del Nord” parte proprio da questa affermazione. “Ebbene sì. Ci sto pensando da tempo. Ho una smodata  voglia di creare un nuovo partito. E sarebbe bello farlo con le stesse modalità utilizzate da altri nel recente passato,  ma temo non ci siano le possibilità. Avere nel marchio di fabbrica ben impresso l’obbiettivo politico, piace. Avere ben individuato anche il leader risulta altrettanto efficace. O perlomeno ultimamente era anche piaciuto molto. Qualcuno potrà obbiettare che oggi piace un po’ meno ma non c’è dubbio sia piaciuto”.

Poi l’ironia si coglie subito dopo. “Il mio obbiettivo è di andare sulla luna e di portare tutti con me. Sogno di liberare questo paese che non amo dal malessere che lo avvolge e l’unica soluzione resta quella di trasferire i padani in blocco sulla luna. Una sorta di deportazione volontaria di massa. Alla ricerca di una nuova felicità in un nuovo mondo. Qua non credo sia più utile cercare di raggiungerla. Perlomeno non con modalità civili e democratiche. Siamo incastrati in un sistema che ci stritola e anche molti di quelli che lo combattevano con me, oggi ne decantano le virtù. Non c’è speranza in terra e quindi via tutti verso la luna. Del resto ho le stesse chance di emulare le gesta di Neil Armstrong che ha Salvini di diventare premier. Peraltro sulla luna qualcuno pare esserci arrivato sul serio (con buona pace degli adorabili terrapiattisti o di qualche romantico 5 stelle), mentre Salvini insegue un ruolo di pura fantasia. Come se nella sgangherata italietta esistesse veramente la  figura mitologica del “premier”. Anche perché, se è vero come  è vero, che nessuno si sia mai posto il problema (tantomeno l’interessato) questa, fino a prova contraria, resta una insulsa repubblica parlamentare priva di modernità (o almeno così la pensano i reduci del sovranismo ai frutti di mare). Dunque senza traumi irreversibili saranno tutti costretti ad accettare la realtà che impietosa ci ricorda che in questo ordinamento  la figura del premier non esiste. Il che rende sempre più concreto e credibile il mio sogno di portare tutti sulla luna”.

“Risulta del tutto evidente – prosegue Fava – che questo movimento avrebbe più chance di coronare i propri scopri sociali dell’altro. E’ solo un problema di comunicazione. Del resto la ricetta sembra semplice: basta assoldare qualche sfaccendato professore a contratto a 1.000 euro l’anno con qualche università secondaria e raccontare in giro di avere l’esperto che possa suffragare le tesi anche più strampalate. L’importante è che abbia un buon rapporto con la rete e pochi scrupoli nell’inondare  i social di notizie false e sciocchezze di tutti i tipi. Ovviamente ammantandole di indignazione quando basta. Servono anche alcune alleanze internazionali. Meglio se innovative. Si potrebbe ipotizzare un asse con il Gambia per combattere insieme una battaglia contro la tirannide europea. So che non è molto originale la battaglia, ma del Gambia e del suo avanzato modello sociale, permettermelo, non ha ancora parlato nessuno. Servono idee nuove e qua abbondano. Peraltro potremmo fare intermediare i rapporti diplomatici da esperti di fama internazionale cresciuti culturalmente alla scuola quadri del Giambellino. Gente formatasi nella dura tradizione delle Frattocchie, ma da destra. Un gruppo molto selezionato di diplomatici che nell’umidità insopportabile di uno scantinato di quel quartiere (sponsorizzati generosamente da qualche muratore evoluto dell’area vesuviana) si sono fatti le ossa a suon di inni hutu rigidamente eseguiti cantando a squarciagola,  in piedi, su una gamba sola”.

“Ebbene sì! Questo schema riproposto e depurato da qualche grossolano errore del recente passato – conclude Fava – potrebbe portarci lontano. Perché no, sulla luna!  Del resto diventare solo premier è poca cosa. Serve ben altro per far sognare migliaia di selfisti squirtanti pronti a tutto pur di completare la propria rassegna su Facebook. Credo stia arrivando il momento. Voglio anch’io il mio Apollo 11 e lo voglio condividere con il mondo esterno. Voglio anch’io come l’ex segretario del mio partito un momento (più o meno breve) di felicità. Diceva una grande artista come Anna Magnani: “I tempi felici sono tanto brevi per tutti, sono attimi, mezze ore. A sommarli in tutta la vita non fanno forse nemmeno una settimana. I tempi del dolore sono più lunghi per tutti, eppure la vita è bella lo stesso”. Bene! Rendiamola più bella e regaliamoci un sogno dilatando i tempi felici, appunto. Il mio strumento politico è pronto. Parte la nuova avventura della “ Lega Fava sulla Luna”. Tenetevi forte!”.

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